"I margini per fare ancora meglio ci sono e il nostro impegno in questo senso è totale. La strada principale passa dai giovani ed è verso di loro che dobbiamo concentrare gli sforzi, facendo capire ai ragazzi che il fumo e le dipendenze non danneggiano solo la loro salute, ma colpiscono indirettamente anche le loro famiglie - ha proseguito Mario Tonina -. Proprio per questo stiamo portando avanti un lavoro trasversale fra diversi assessorati, con l'obiettivo di fare ancora di più, lavorando sul campo con équipe specializzate che possano occuparsi quotidianamente di questi temi e aiutare le nuove generazioni a sviluppare una consapevolezza critica contro ogni forma di dipendenza".
Tonina in conclusione ha espresso profonda gratitudine ai vertici dell'associazione, ai professionisti e ai ben 220 volontari e volontarie della LILT trentina, organizzazione di volontariato nata nel 1958 che rappresenta un esempio concreto di come il lavoro di rete tra istituzioni e cittadini possa generare prossimità e intercettare i bisogni sul territorio prima che si trasformino in fragilità.
La conferenza stampa ha visto la partecipazione del presidente della LILT trentina, Mario Cristofolini, e dalla direttrice, Valentina Cereghini, nonché del presidente del Consiglio Claudio Soini e dell'assessore alla transizione ecologica e digitale del Comune di Trento Andreas Fernandez; fra il pubblico anche il presidente della Fondazione Pezcoller ed ex primario di Oncologia al Santa Chiara Enzo Galligioni, e Laura Ferrari, responsabile della Struttura semplice promozione ed educazione alla salute, sorveglianza degli stili di vita di Asuit. Nel corso della conferenza stampa la direttrice Cereghini ha presentato il Codice Europeo contro il Cancro, strumento di Unione Europea e Agenzia internazionale per la ricerca sul canco che elenca i comportamenti più efficaci per ridurre il rischio di ammalarsi di cancro: da qui LILT è voluta partire per una riflessione in occasione della Campagna 2026.
In allegato il comunicato stampa di LILT




