Martedì, 14 Luglio 2020 - 17:12 Comunicato 1579

Nella mattinata di oggi il presidente della Provincia ha visitato il cantiere del depuratore di Trento sud in località Acquaviva
Fugatti: “Continua l’impegno della giunta negli investimenti in gradi opere”

“Il depuratore di Trento 3 è un’opera strategica per la città capoluogo e rappresenta per la giunta provinciale l’impegno a continuare negli investimenti in grandi opere in grado di qualificare il Trentino”. Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha visitato stamani il cantiere dell’impianto di depurazione in corso di costruzione in località Acquaviva. “L’opera - ha continuato il presidente - servirà l’area sud della città e degli abitati circostanti. Abbiamo superato la fase critica dovuta al cambio dell’impresa capogruppo e al blocco dei cantieri imposto dalla pandemia Covid. Ora intendiamo garantire la continuazione dei lavori. L’obiettivo, qui come altrove, è far ripartire l’economia del Trentino anche grazie ai cantieri di opere importanti ed è per questo che intendiamo monitorare quelle in corso d’opera e garantire la loro conclusione entro i termini previsti”.  Nel caso del depuratore di Acquaviva, la consegna dell’opera è prevista entro la fine del 2021.

L’impianto di depurazione Trento 3 è attualmente uno dei più importanti cantieri aperti in Trentino: il costo stimato è di circa 82,27 milioni di euro e attualmente ci lavorano un centinaio di operai, numero destinato ad aumentare con l’inizio delle installazioni delle opere elettromeccaniche. L’opera - in corso di esecuzione in località Acquaviva, tra i Comuni di Trento e Besenello - coprirà un bacino di circa 150.000 abitanti e tratterà le acque reflue provenienti dalla parte meridionale della città Trento, con la conseguente chiusura dell’attuale impianto di depurazione di Trento Sud, nonché le comunità limitrofe di Romagnano, Mattarello, Aldeno, Garniga, Calliano e Besenello. 

A regime, l’impianto sarà in grado di trattare fino a 6.000 mc/ora di fognatura nera. La linea di trattamento del fango di risulta è progettata per il recupero del biogas, con il quale sarà possibile produrre energia elettrica, coprendo fino a circa il 30% del fabbisogno dell’impianto. 

I lavori sono stati rallentati all’inizio del 2019 a causa delle difficoltà economiche della ditta principale C.M.C. All’interno della compagine aggiudicataria era presente la ditta Carron che ha accettato di subentrare nel ruolo di impresa capogruppo, consentendo la ripartenza dei lavori. L’associazione temporanea d’imprese aggiudicataria dei lavori è ad oggi costituita dall’impresa Carron Angelo, C.M.C., Inco, Torricelli, Ladurner e Technikbau. 

Il cantiere, dopo aver subito la sospensione delle attività per il rischio contagio da Covid-19, ha ripreso  secondo il programma concordato con la Provincia autonoma di Trento. Nel mese di maggio è stato riaperto al traffico il nuovo tratto della statale 12 del Brennero. Il completamento della sede stradale ha quindi consentito la demolizione del vecchio tracciato e quindi la totale disponibilità dell’area sulla quale sorgerà l’impianto di depurazione. La struttura - come spiegano i tecnici del Servizio opere ambientale della Provincia autonoma di Trento - avrà una superficie complessiva di 250 metri di lunghezza e 50 metri di larghezza. 

Proprio in questi giorni sono in corso i getti in calcestruzzo per la parte di depuratore posto verso la montagna, necessari a completare i settori della filiera biologica delle vasche di ossidazione e di sedimentazione dell’impianto. 

Risulta inoltre completata la posa, lungo l’intero tracciato di circa 1.800 metri, della batteria delle tubazioni (di vari diametri, da 80 cm a 140 cm) con l’attraversamento - in via di completamento  - della ferrovia del Brennero. 

Infine, è in avanzato stato di realizzazione la struttura dell’edificio della stazione di pompaggio, che sorge a monte dell’impianto e vicina all’idrovora del consorzio di bonifica della Valle dell’Adige. 

(us)


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