"La volontà europea di rivedere i meccanismi del fondo di coesione mette in difficoltà l'autonomia decisionale dei territori - ha detto il presidente -. Questi fondi sono stati determinanti per lo sviluppo, in particolare per quelle regioni capaci di spenderli: se è vero che alcune hanno incontrato difficoltà, per quelle che hanno impiegato le risorse in modo efficiente e funzionale l'ipotesi di cambiare le regole, centralizzare e scavalcare il livello regionale mette in discussione un percorso ormai consolidato e, soprattutto, i principi stessi della gestione autonoma di queste risorse".
A raccogliere le sollecitazioni dei governatori è stato il commissario Fitto, illustrando la visione della Commissione volta a una radicale razionalizzazione dello strumento. "Oggi abbiamo 14 fondi e più di 500 programmi, domani avremo 27 piani nazionali e regionali: è evidente che i numeri ci consegnano un profondo segnale di semplificazione - ha evidenziato Fitto - "il mondo sta cambiando, e l'approccio che tradizionalmente abbiamo avuto sulle politiche di coesione non poteva continuare a essere lo stesso, per il mutamento delle priorità e per la complessa partita della dimensione del futuro bilancio europeo".
Sul nodo cruciale della governance e del ruolo delle Regioni, Fitto ha tuttavia rassicurato la platea, rimarcando il passo avanti compiuto nel negoziato comunitario.
In mattinata, invece, si è svolta la cerimonia di apertura del Festival nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
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