Un secolo di storia, grandi campioni, gioie e delusioni e ora un “rinascimento viola” da costruire. È partito dalle parole scelte per il centenario della Fiorentina l’incontro “Ferrari, Atta, Pellegrino: 100 anni di Viola” al Festival dello Sport di Trento. A riportare il direttore Ferrari alle emozioni del centenario sono state le immagini delle celebrazioni e del ritorno a Firenze di tanti protagonisti della storia viola. “È stato bellissimo vedere come, nel mettersi in contatto con giocatori e allenatori che hanno lavorato con la Fiorentina, ci fosse entusiasmo all’idea di tornare a Firenze”, ha raccontato, un passato che diventa anche responsabilità per il presente. Il ritorno a Firenze di tanti protagonisti della storia viola, ha spiegato Ferrari, ha ricordato anche a chi oggi guida il club il peso di quella storia e la responsabilità di portarla avanti.
Nel racconto è entrata inevitabilmente la figura di Rocco Commisso, mancato lo scorso gennaio. “Rocco ci è mancato tantissimo. Sarebbe stato sicuramente la persona più felice al mondo”, ha detto Ferrari, ricordando come il figlio Giuseppe, oggi presidente della Fiorentina, e la moglie Catherine abbiano scelto di portare avanti il suo progetto, facendo diventare il centenario un’occasione per vivere i ricordi ma anche guardare a un futuro importante. Uno dei simboli più concreti della sua eredità è il Viola Park. Ferrari ha ricordato la grande attenzione di Commisso nei confronti dei giovani. “Oggi c’è un centro sportivo, una casa dove ragazzi e ragazze possono crescere non solo dal punto di vista sportivo, ma anche come persone”, ha sottolineato. E Mateo Pellegrino ha raccontato l’arrivo in questa struttura “È impattante arrivare in un posto così grande e bello”, sottolineando come il Viola Park offra ai giocatori un ambiente che invita a lavorare e migliorarsi ogni giorno.
Il “rinascimento viola” passa anche attraverso il nuovo progetto tecnico. Ferrari ha spiegato che la Fiorentina ha cercato di mettere fondamenta solide, puntando su giovani con prospettive di crescita e caratteristiche funzionali al gruppo. “Gli indicatori per noi sono l’età, le prospettive e soprattutto la funzionalità all’interno del nostro gruppo”.
Tra i nuovi volti c’è proprio Pellegrino, che non vuole fissarsi un numero preciso di gol: “Non mi piace mettere limiti e preferisco avere il focus su quello che capita oggi, migliorarmi ogni giorno e andare partita per partita”. Anche se, alla fine, da attaccante ha ammesso che l’obiettivo della doppia cifra c’è.
Ha poi raccontato come Firenze per lui sia stata una scelta precisa. “Ho scelto Firenze perché sono stato convinto dal progetto che mi hanno presentato e sentivo che era la società che mi voleva davvero”, ha raccontato. A convincerlo anche il rapporto tra squadra, città e tifosi che lo fanno sentire un po’ come a casa.
Durante le celebrazioni del centenario Pellegrino ha incontrato Gabriel Batistuta. “È stata una felicità e un’emozione”. Ma la sorpresa è arrivata dopo, quando Batistuta gli ha scritto, proponendogli di incontrarsi con calma per parlare e condividere con lui parte della propria esperienza.
Lo sguardo della Fiorentina resta rivolto anche a un obiettivo che a Firenze manca da tempo. “Il trofeo è un sogno, è qualcosa a cui pensiamo”, ha detto Ferrari. “Non deve diventare un’ossessione, perché altrimenti diventa un incubo, ma deve essere qualcosa che abbiamo in testa”. Anche l’Europa resta tra le ambizioni. “L’Europa è sempre l’Europa, ti dà la possibilità di confrontarti con altre realtà”, ha spiegato Ferrari. Prima, però, serviranno lavoro e tempo.
Durante l’incontro è arrivato anche il videomessaggio di Edoardo Bove. Ferrari ha ricordato i momenti vissuti insieme: “Ci siamo presi uno spavento pazzesco - ha detto - ma oggi per fortuna ha potuto ritrovare il campo e una vita che è quella che voleva”. Per la Fiorentina, ha aggiunto Ferrari, sarà sempre il benvenuto.
Nella parte finale lo sguardo si è spostato sull’Argentina di Mateo Pellegrino, per il quale Lionel Messi rappresenta qualcosa che va oltre il calcio: “Per noi lui è tutto e per tutti gli argentini significa tanto”. E alla domanda se un argentino possa scegliere tra Messi e Maradona ha risposto senza esitazioni: “No, non si può. Abbiamo la fortuna di averli tutti e due noi”.
Nel futuro c’è anche il sogno della Nazionale argentina. “Non è semplice andare con i migliori, però è un sogno che ho per la mia carriera”, ha detto, senza perdere di vista il presente; il suo obiettivo è restare concentrato sulla Fiorentina e fare bene a Firenze, nella speranza che questo possa aprirgli le porte della selezione argentina.




