Al centro del dialogo la capacità del territorio trentino di trasformare ricerca, competenze e innovazione in nuove opportunità imprenditoriali e industriali, rafforzando il collegamento tra sistema della conoscenza, imprese e istituzioni. “L’Università da sempre focalizza il proprio sforzo sulla ricerca, che è il presupposto per l’innovazione e il trasferimento della conoscenza. Ma non è scontato che questo abbia una ricaduta sul territorio e certamente da soli non ce la facciamo”, ha evidenziato il Rettore dell’Università di Trento Flavio Deflorian, sottolineando l’importanza di “fare sistema” per accompagnare studentesse, studenti e ricercatori verso percorsi imprenditoriali. “Bisogna far capire che il fallimento non è uno stigma ma parte del percorso. Servono perseveranza e un ambiente capace di favorire il trasferimento della conoscenza. Il Trentino è un territorio piccolo e riuscire a consolidare la presenza di imprese che nascono qui è uno sforzo su cui dobbiamo lavorare tutti. Costruiamo un rapporto di collaborazione con le imprese: è un valore aggiunto in un’economia in cui l'innovazione è sempre più incalzante".
Sul valore strategico dell’ecosistema trentino si è soffermato anche Ferruccio Resta, Presidente della Fondazione Bruno Kessler: "Oggi la competitività dei territori si misura sempre più sulla capacità di trasformare ricerca, competenze e innovazione in nuove opportunità industriali e sociali. Il Trentino dispone di un ecosistema della ricerca e dell’innovazione di altissimo livello, con asset scientifici, tecnologici e industriali distintivi: la sfida è valorizzarli sempre più come leva strategica per attrarre investimenti, generare nuova imprenditorialità e costruire filiere ad alto valore aggiunto. Anche iniziative come ‘PoC by Trentino’ vanno in questa direzione, rafforzando la capacità del territorio di accompagnare la trasformazione delle idee in impresa e delle competenze in sviluppo concreto. In questo percorso, come FBK ci sentiamo chiamati a dare il nostro contributo nel mettere in connessione conoscenza, ricerca applicata, istituzioni e sistema produttivo, accompagnando una trasformazione che metta al centro sostenibilità, persone e impatto sociale”.
Laura Pedron, dirigente generale del Dipartimento sviluppo economico della Provincia autonoma di Trento, ha ricordato il forte investimento pubblico sul sistema della ricerca trentino: “In Trentino ci sono 5 mila ricercatori su 500 mila abitanti. Il nostro compito è investire in ricerca e innovazione, ma soprattutto fare in modo che questa conoscenza si traduca sempre di più in imprenditorialità”. Pedron ha inoltre evidenziato le potenzialità generate dai percorsi PoC – Proof of Concept: “Ci sono potenzialmente 41 nuove imprese nate da queste idee. Ora dobbiamo stimolare il contesto locale affinché investa e accompagni la crescita delle nuove realtà innovative”.
Nel corso dell’incontro Francesca Reich, Presidente di Fondazione VRT, ha presentato i risultati raggiunti dal programma di sostegno alla valorizzazione della ricerca: 15 bandi pubblicati, 141 progetti sostenuti, oltre 400 ricercatori coinvolti. “Fondazione VRT sostiene l’ultimo miglio verso la valorizzazione della ricerca. Vogliamo dimostrare ai ricercatori che quella dell’imprenditorialità è una strada percorribile”. Reich ha inoltre sottolineato il ruolo della comunicazione e della collaborazione tra attori territoriali: “Dobbiamo parlare con i ricercatori, ispirarli come stiamo facendo oggi e incoraggiarli a fare un passo in più. Allo stesso tempo è fondamentale che gli attori del territorio dialoghino tra loro, evitando sovrapposizioni e rendendo più chiaro e accessibile il sistema di supporto complessivo. Il cambiamento in questa epoca è qualcosa di permanente, continuiamo ad evolvere per migliorare e creare impresa innovativa su questo territorio”.
A chiudere il confronto, l’intervento di Alfredo Maglione, Vicepresidente di Confindustria Trento, che ha richiamato la necessità di rafforzare la collaborazione tra pubblico e privato: “Quello che Confindustria si aspetta è fare squadra e lavorare insieme per competitività e produttività. L’innovazione non si può fare da soli dentro le aziende: servono reti, connessioni e investimenti. Attualmente gli investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione in Trentino rappresentano l'1,5% del Pil: lo 0,9% arriva dal pubblico, lo 0,6% dal privato e, di questo, l'85% arriva dall'industria. Puntiamo ad arrivare all'1%, perché la media Europea è del 2,2% e in alcuni Stati del Nord Europa si arriva al 3%”. Maglione ha inoltre sottolineato l’importanza di aumentare gli investimenti privati in innovazione e giovani: “Le risorse ci sono, nelle industrie ma anche nel risparmio dei cittadini. Se vogliamo costruire un Paese per giovani, dobbiamo partire dai territori e tradurre gli impegni in realtà concrete”.
Il confronto ha restituito una visione condivisa: il Trentino dispone di competenze, infrastrutture e relazioni che rappresentano una base solida per generare nuova imprenditorialità innovativa. La sfida, emersa trasversalmente dagli interventi, riguarda ora la capacità di consolidare queste esperienze, trattenere sul territorio le imprese che nascono dalla ricerca e rafforzare ulteriormente le connessioni tra formazione, ricerca applicata, investimenti e sistema produttivo. Fare impresa innovativa in Trentino si può.




