L’incontro è iniziato con un sentito ricordo dedicato ad Elena Pero, giornalista e commentatrice di tennis da poco scomparsa. Intervistato da Gianni Valenti della Gazzetta dello Sport Fabio Fognini ha raccontato: “Ho dei rimpianti anche se mi sento fortunato per aver fatto, a modo mio, di uno sport il mio lavoro. La mia più grande recriminazione riguarda il mio carattere, ci vergogniamo a dire di andare dallo psicologo, ma se avessi lavorato su di me dai sedici ai vent'anni non potrò mai sapere come sarebbe andata, avrò sempre questo punto interrogativo nella mia mente. Poi ci sono partite, vittorie e sconfitte ma quello fa parte del gioco, non sono rimpianti. Le sconfitte mi hanno insegnato qualcosa, ho le mie bestie nere, come ad esempio Ferrer, Simon e mi sarebbe piaciuto almeno batterli una volta”.
Poi i problemi fisici: “Negli ultimi cinque anni di carriera non sono stato benissimo a livello fisico, vedevo che il mio corpo non rispondeva più come prima, sono sceso di ranking, ci sono state più cose negative che positive, ero abituato ad altri palcoscenici, sognavo i grandi tornei”. Sul tennis di oggi invece: “Ora si gioca tanto, tutti i giocatori sono preparati fisicamente mentre prima erano più vari, ora il tennis è giocato molto sulla potenza e meno sulla testa però bisogna adattarsi sennò si rimane fuori. Le grandi soddisfazioni Fognini le ha avute sulla terra rossa come ha spiegato il tennista: “Ho vinto 8 dei miei 9 titoli sulla terra rossa, è un gioco diverso, su cui devi prendere più rischi perché hai più tempo da pensare. A 18 anni sono andato in Spagna, che da anni è la mia seconda casa, e il crescere lì voleva dire essere terraiolo. A parte qualche eccezione ho sempre fatto fatica a Roma, soprattutto quando ero giovane ho fatto fatica con il pubblico, è un pubblico bellissimo ma ti chiede tanto. Volevo giocare bene ma non ci riuscivo, forse per la voglia di stra-fare”. Fabio Fognini è stato anche protagonista negli anni di alcuni episodi sul campo: “Alcuni siparietti con i giudici- ha confessato divertito il tennista - sono stati divertenti, come quello con Pascal a Wimbledon, altri decisamente too much come agli US open, ero fuso, era appena nato mio figlio, ero fuori da diverse settimane e c’è stato un siparietto con la giudice di sedia con i microfoni accesi, c’è stata la prova tv, mi sono davvero vergognato e poi le ho chiesto scusa”.
Con il collega Cobolli ha creato l’agenzia Back to next: “L’idea è nata durante il Covid, volevo aiutare i giovani, consigliare loro cosa non fare. Voglio far capire soprattutto agli adolescenti che la vita da sportivo è una vita bellissima ma ci sono diverse rinunce da fare che però alla lunga pagano. Io sono nato con il tennis e morirò con il tennis ma devo ancora capire bene come. E’ l’inizio di una nuova vita ma sono un po’ timoroso”.




