Venerdì, 22 Maggio 2026 - 17:41 Comunicato 1487

Il Nobel Philippe Aghion alla Fitoussi Lecture
Distruzione creatrice: come i sistemi economici "rivoluzionano" il mercato e le società

La teoria economica della distruzione creatrice: questo il tema affrontato al Festival dell'Economia di Trento all'Itas forum per la Fitoussi Lecture da Philippe Aghion, Premio Nobel per l'economia 2025, in videoconferenza dal Collegio di Francia, assieme a Luca De Biase de il Sole 24 Ore, David Fitoussi, figlio di Jean-Paul Fitoussi (a cui è intitolata la lecture), economista e Head of Origination della Christofferson Robb & Company, e Stefano Scarpetta, Direttore per l'impiego, il lavoro e gli affari sociali dell'OCSE.
Le "rivoluzioni economiche", per quanto contrastate da chi è già presente sul mercato in posizioni di dominanza, introducono degli elementi di discontinuità fortissimi, segnano passaggi storici epocali e fanno emergere nuove classi dirigenti, come avevano intuito anche alcuni grandi pensatori del passato. Ciò vale oggi anche per la stessa IA, guidata da nuove società leader, che si muovono sulla frontiera dell'innovazione, ha detto Aghion. L'autorità pubblica non deve ostacolare questo processo, ma deve mettere in campo tutte quelle misure che consentono alle società di assorbire l'impatto del cambiamento. L'Europa presenta in questo senso esempi importanti, anche l'Italia (il premio Nobel ha citato Draghi, Letta e Bocconi). Il fattore principale, hanno concordato i relatori, è comunque l'educazione.
La teoria economica della distruzione creatrice - Fitoussi Lecture Nella foto: Stefano Scarpetta, Luca De Biase, David Fitoussi. [ Nicola Eccher - Archivio Ufficio Stampa PAT]

Fitoussi ha  ricordato il contributo del padre all'evoluzione della disciplina economica, basata sull'idea che la distruzione in economia possa avere anche un valore positivo, come peraltro avevano intuito Nietzsche e Marx fra gli altri. Ma l'ispiratore principale di mio padre, ha aggiunto, era Schumpeter, non solo per le sue idee ma per la sua grande personalità. Mio padre lo ammirava perché non seguiva le regole e non aveva paura delle contraddizioni. 

Fitoussi ha ricordato un'altra grande figura, nota anche al Festival dell'economia di Trento, quella di Edmund Phelps, scomparso recentissimamente. Quindi ha introdotto il nobel Aghion sottolineando  la sua vicinanza alle idee e agli interessi coltivati dal padre. Stiamo affrontando, ha proseguito, un altro grande periodo di distruzione creativa, trascinata dall'evoluzione tecnologica, dall'intelligenza artificiale. Ma non bisogna confondere la brutalità con il progresso. Mio padre, ha aggiunto, era convinto che l'economia dovesse avere al centro le persone, soddisfare i loro bisogni e tutelarle. Del resto proteggere non deve voler dire difendere un capitale obsoleto o sacrificare i giovani per mantenere intatti gli equilibri del presente e le rendite di posizione. L'economia deve rivolgersi alle generazioni future.

Aghion ha pronunciato la sua lecture dal Collegio di Francia, ricordando di avere visto David Fitoussi crescere, lavorando con il padre e portando avanti il suo lavoro. Parlando di  Jean-Paul ha ricordato il momento il cui crollò il Muro di Berlino, che sembrò rappresentare una grande opportunità per vedere all'opera le teorizzazioni sulla distruzione creatrice. Queste tesi sull'obsolescenza dei vecchi sistemi capitalisti era già presente in Marx. Ma l'economia neoclassica individuava piuttosto nell'accumulazione di capitale il motore dello sviluppo economico. Phelps a sua volta attribuiva maggior importanza all'innovazione tecnologica.

Schumpeter costruì un modello dello sviluppo bastato sull'accumulo di innovazione. Un fattore frenante è rappresentato dai detentori di capitale "vecchio" che volevano impedire l'avvento di una "rivoluzione" nel modello di sviluppo che mettesse in discussione le posizioni monopolistiche che avevano conquistato.

Nel prosieguo della lecture Aghion ha illustrato il modello di sviluppo a cui ha dato vita, rileggendo le tesi di Schumpeter, il modello Aghion-Howitt, o della distruzione creativa,  In questo modello sono essenzialmente gli outsiders a innovare. i pilastri del modello includono i seguenti elementi:

- Distruzione e Creazione: i nuovi innovatori rimpiazzano quelli vecchi, in un ciclo continuo che aumenta la produttività e la crescita del PIL;

- l'influenza della concorrenza e della distanza dalla "frontiera: Nei settori vicini alla "frontiera tecnologica" (i più avanzati), la concorrenza spinge a innovare per non essere espulsi. Nei settori più arretrati, un'eccessiva concorrenza può scoraggiare gli investimenti; 

- politiche pubbliche e sostenibilità: la crescita non è lasciata al solo mercato. Richiede il supporto dello Stato tramite investimenti nell'istruzione, sussidi mirati alla ricerca e politiche per la transizione. 

Storicamente la crescita economica comincia ad accelerare in Europa ai primi dell'800, per poi diffondersi anche in America. In Europa, soprattutto in Francia e Inghilterra, hanno agito dei fattori "schumpeteriani" che hanno favorito un processo di crescita per accumulo, ad esempio le università, e più tardi le politiche per la tutela dei brevetti e delle invenzioni. In Cina, dove pure erano avvenute scoperte importanti, questi fattori non erano presenti. In Unione Sovietica invece la curva della crescita economica ha iniziato a flettere dalla metà degli anni 70 per ancore debolezze intrinseche come i bassi salari e la tendenza a basare lo sviluppo sull'imitazione anziché cercare di aggredire la "frontiera" dell'innovazione.

L'attuale fase dello sviluppo è stata guidata invece dalle imprese leader nel settore dell'IT. la situazione era "rivoluzionaria", queste imprese hanno potuto agire senza che nessuno riuscisse in alcun modo ad ostacolare la loro crescita. Ma che cosa possono fare paesi come l'Italia? Seguire le indicazioni di Draghi, Letta e Bocconi, tre italiani, ha detto il premio Nobel. In ogni caso, se l'Europa deve incoraggiare i propri sistemi economici a muoversi sulla "frontiera", non deve dismettere le politiche pubbliche che possono aiutare la soscietà a sostenere i costi della transizione.  La flexsecurity danese rappresenta un esempio importante: non respinge la rivoluzione economica ma aiuta, attraverso appositi correttivi a mitigarne gli effetti negativi ad esempio sul fronte della disoccupazione. L'educazione rappresenta comunque un fattore "principe" per creare inclusione anche nelle fasi rivoluzionarie, e generare opportunità anche per i giovani.

(mp)


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