Il viceministro dell'Economia e delle Finanze, Maurizio Leo, ha concentrato il suo intervento sui nodi cardine della riforma fiscale, focalizzandosi sull'equilibrio tra la tutela dei contribuenti e il contrasto all'evasione. Il viceministro ha evidenziato come il fisco sia lo strumento indispensabile per liberare risorse economiche da destinare al welfare e al sostegno dell'occupazione giovanile: "Sulla fiscalità internazionale va detto che i due pilastri, il Pillar 1 e il Pillar 2, sostituiscono la tassazione tradizionalmente collegata alla residenza. Oggi non c'è più un radicamento fisico delle attività, occorre rivedere l'intera struttura. L'obiettivo del Pillar 1 era far confluire parte del beneficio al Paese di residenza del consumatore, ma questo progetto non ha avuto successo. Con il recente G7 di questo mese si é deciso di ripartire al fine di trovare una soluzione condivisa per la tassazione del mondo digitale. Inoltre, l'attenzione del legislatore sull'intelligenza artificiale è alta, per esempio nell'analisi del rischio".
Al dibattito è intervenuto anche il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone, che ha illustrato l'impegno operativo sul territorio e la gestione delle nuove tecnologie: "Siamo intervenuti con un giro per l'Italia per illustrare le novità normative. Abbiamo attivato un gruppo di lavoro specifico sul Pillar 2, un percorso non facile. Per quanto riguarda l'intelligenza artificiale, va sfruttata ma deve sempre avere una presenza umana al suo fianco. Deve aiutare, non sostituire: nell'elaborazione dei rimborsi, ad esempio, è uno strumento utile". Nel corso del confronto, l'assessore regionale alla previdenza complementare Carlo Daldoss e l'amministratore delegato di Pensplan Centrum S.p.A. Matteo Migazzi, hanno analizzato la necessità di garantire sostenibilità ai percorsi di vita e professionali dei giovani, unendo l'efficacia del sistema previdenziale del territorio a interventi strutturali di lungo periodo.
Daldoss ha posto l'accento sulle misure regionali e sulle risposte all'invecchiamento della popolazione: "Il fondo per i nuovi nati, entrato a regime nel novembre scorso, interviene nella fascia da zero a cinque anni con un contributo iniziale di 300 euro alla nascita e successivi versamenti annuali di 200 euro, per un sostegno economico complessivo che può raggiungere i 1.100 euro a bambino. Vogliamo abituare le famiglie alla cultura della previdenza fin da subito: oggi, a soli sei mesi dall'avvio della misura, contiamo già 17.500 iscritti. Questo significa che ha aderito circa il 40 per cento delle famiglie potenzialmente interessate su un bacino stimato di 40.000, un investimento reale di prospettiva. La nostra regione vanta una lunga stagione di previdenza complementare e siamo al primo posto in Italia per tasso di adesione nel campo del welfare. Ma ci confrontiamo con una popolazione che invecchia, dove il 25 per cento degli abitanti è over 65. La spesa assistenziale futura sarà insostenibile e serviranno scelte forti per la crescita: a livello regionale vogliamo valutare l'istituzione di un'assicurazione generalizzata per la non autosufficienza che metta tutti alla pari. Per essere sostenibile dovrebbe essere obbligatoria, anche se una parte dell'opinione pubblica potrebbe percepirla come una tassa".
Sul fronte della consapevolezza finanziaria, Matteo Migazzi ha fornito i dati relativi al contesto nazionale e all'operato della società: "L'Italia è il penultimo Paese dell'area Ocse per alfabetizzazione finanziaria. Abbiamo 1.800 miliardi di euro fermi sui conti correnti e un milione di italiani che ha subìto truffe in questo settore. Lasciare la liquidità immobile non è saggio: mille euro fermi sul conto diventano ottocento in dieci anni a causa dell'inflazione. Serve consapevolezza per fare scelte complementari, e pianificare il futuro non è un'esclusiva dei ricchi: dobbiamo iniziare a spiegarlo direttamente nelle scuole. Il modello dell'assicurazione obbligatoria per la non autosufficienza ricalca quanto fatto con la previdenza complementare regionale, che oggi vede già iscritto il 60 per cento dalla popolazione potenziale del nostro territorio. È un sistema collaudato che può funzionare , anche perché il legislatore ha previsto vantaggi fiscali enormi per i nostri associati".
Sul fronte della gestione aziendale e dello sviluppo delle competenze si è innestato il contributo di Sandra M. Dax, esperta in leadership e trasformazione organizzativa, che ha approfondito le dinamiche del cambiamento lavorativo: "Condivido le priorità emerse dal dibattito. L'Italia sconta un'età media elevata e la vera sfida attuale è attrarre nuovi talenti, un obiettivo che richiede una nuova leadership. Non possiamo più permetterci di agire convinti di sapere già tutto, ma abbiamo il dovere di metterci in una posizione di ascolto verso i giovani".




