Martedì, 03 Dicembre 2019 - 16:56 Comunicato 3113

Presentate al Festival della Famiglia le esperienze trentine di sostegno fra pari nel momento della nascita di un figlio
Da mamma a mamma e da papà a papà: le reti genitoriali

"La denatalità è un fenomeno che interessa anche il Trentino, anche se in misura minore rispetto al resto d'Italia e come Giunta cerchiamo di affrontare a 360 gradi il tema. Dobbiamo contrastare in ogni modo il calo delle nascite, anche sostenendo progetti come questo che viene presentato oggi, che aiutano i genitori nelle loro scelte prima e dopo l'arrivo di un bambino. La nascita di un figlio è un evento che porta gioia nelle famiglie, ma che può far sorgere insicurezze e bisogni di aiuto, per questo sono molto utili, grazie alla loro esperienza vissuta e al loro fare rete, le mamme che si sono rese disponibili ad aiutare altre mamme, altri genitori: è una bellissima iniziativa". È il commento che l'assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia della Provincia autonoma di Trento Stefania Segnana ha voluto portare all'incontro di oggi pomeriggio sul tema "Reti familiari e natalità. Il sostegno da mamma a mamma, da papà a papà", nella seconda giornata del Festival della Famiglia
Nei primi mesi dopo la nascita di un bambino sono molte le domande e i dubbi dei neogenitori: il confronto con un’altra mamma o un altro papà, alla pari, può essere di grande aiuto. Per questo hanno preso avvio il progetto “Mamme Peer” e altre esperienze raccontate oggi, dove tanti genitori si offrono volontariamente per il sostegno ad altri genitori, in integrazione e collegamento con gli operatori dei servizi territoriali.
Tra gli esperti che si sono confrontati su questo tema, la pediatra Anna Pedrotti, del Dipartimento salute e Politiche sociali della Provincia autonoma di Trento, Giovanni Menegoni dell'U.O. Cure primarie Ambito territoriale Est, Angela Giusti, ricercatrice dell'Istituto Superiore di Sanità di Roma, ostetriche, neomamme e rappresentanti delle associazioni che operano in quest'ambito.

Le famiglie, a volte disorientate da messaggi confusi e affaticate dalla solitudine nell’affrontare le attuali sfide educative, sono chiamate a muoversi in contesti sempre più complessi. Ma se la famiglia è messa nelle condizioni di vivere con consapevolezza la propria dimensione ed è sostenuta nell'esercizio delle proprie funzioni, può diventare protagonista dei propri percorsi di benessere, collaborando attivamente allo sviluppo di una comunità educante. Questa visione ha portato lo scorso anno all'accordo "Nascere e crescere in Trentino", siglato dall’Agenzia per la famiglia e dal Dipartimento salute e solidarietà sociale della PAT, di cui ha parlato oggi la psicologa referente dell'area educativa dell'Agenzia per la Famiglia Chiara Martinelli. "In questi progetti sinergici si crea una una rete con fili annodati che realizzano logiche di sistema. Vengono poi attivate competenze già insite nei genitori a beneficio di un percorso di benessere di cui la famiglia è protagonista", ha detto Martinelli, che ha anticipato l'intenzione di creare una guida online sui servizi per le famiglie con tante informazioni utili e aggiornate, che possono valorizzare iniziative a volte poco conosciute e che di conseguenza rischiano di essere poco fruite sul territorio. Angela Giusti nel suo intervento ha trattato l'impostazione scientifica del sostegno tra pari e del valore concreto del volontariato in questo contesto, presentando uno studio sul tema. "In Trentino siete sempre molto avanti su questi temi", ha detto, "ed è un merito che va riconosciuto".

(sil.me)


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