Venerdì, 13 Ottobre 2023 - 16:25 Comunicato 2927

Barche e di equipaggi al centro del confronto di oggi pomeriggio a Palazzo Geremia
Coppa America 2024, la nuova sfida di Luna Rossa

Si è parlato di Coppa America, di Luna rossa, di barche “volanti”, questo pomeriggio a Palazzo Geremia, con Max Sirena, il team director italiano, e i “cyclor” (coloro che producono pedalando l’energia che serve a bordo) Bruno Rosetti e Paolo Simion. Coppa America è ai blocchi di partenza, e così Luna Rossa, ha detto Sirena. Rispetto alla precedente edizione della regata ci sono dei cambiamenti importanti, in primis proprio i “ciclisti”, sorta di “macchine umane” che producono chilowatt per movimentare i sistemi di governo dei natanti.
“Siamo molto concentrati – ha detto – anche rispetto alle regate preliminari con gli AC 40. Un evento di avvicinamento e un po’ fonte di distrazione, che non dà punteggi, anche se ha un forte impatto mediatico, e viene condotto da barche monotipo tutte uguali. La Coppa America la vince chi ha la barca più veloce. Conta anche l’equipaggio, ma a questi livelli tutti gli equipaggi sono fortissimi”.
La coppa America si svolgerà nel 2004 a Barcellona, su AC75, mezzo complesso, di oltre 6,5 tonnellate, capace di 50 nodi di velocità. Al momento si stanno facendo le sperimentazioni, su tutte le componenti, timoni, vele e quant’altro. “È fondamentale dedicarsi a questa barca – ha concluso il team-leader – perché è vero che la coppa America si vince un anno prima”.
Luna Rossa: La Nuova Sfida Nella foto: Gian Luca PASINI, Max SIRENA, Bruno ROSETTI, Paolo SIMION [ Nicola Eccher - Archivio Ufficio Stampa PAT]

La barca avrà 8 uomini di equipaggio, 4 governeranno la barca, 4 dovranno produrre energia pedalando. Più potenza si riuscirà a sviluppare, meglio funzioneranno tutti i sistemi a bordo. Anche le tecnologie, mutuate in parte dal ciclismo e altre discipline, avranno una parte fondamentale. Rosetti ha raccontato il suo passaggio dal canottaggio alla vela. “È un mondo completamente nuovo, io ora esco con barche a vela ogni volta che posso, per familiarizzare col tipo di mezzo con il quale pedaleremo, e navigheremo”. Simion è arrivato in squadra semplicemente con una mail. Provenienza, le due ruote. “Facendo un paragone con il ciclismo, sarà più simile al ciclismo su pista, per una regata da 25 minuti”. 

L’obiettivo del team leader è mettere assieme un team di pedalatori di 8 o 9 persone (che verranno turnate). Tutti i team sono ai massimi livelli, non ci sono limitazioni di budget né di altro genere. La velocità è il primo obiettivo. La velocità di queste barche è di 80-100 chilometri all’ora. Una velocità sorprendente per chi vi partecipa per la prima volta, come alcuni “ciclisti”. La barca vola, ma quando vira la forza centrifuga appiattisce. La comunicazione di bordo è ridotta al minimo. I membri dell’equipaggio sono collegati gli uni agli altri con l’interfono, il top è quando non si parla e ognuno si concentra sul suo ruolo.

Ma è ancora vela, a queste velocità? “Vale la stessa cosa per l’automobilismo – ha detto Sirena – la velocità cresce sempre. Per me andare su queste barche è bellissimo anche se ho conosciuto quelle precedenti alla stagione delle ‘volanti’, che io chiamo i ‘dinosauri’. Non si può tornare indietro. Mi ritengo fortunato a partecipare per l’ottava volta alla Coppa America. Poche persone hanno la fortuna di navigare su barche del genere. Io mi sento un privilegiato e devo ringraziare molte persone per essere qui. Poi dipende molto anche dal contesto. Se voglio fare il giro del mondo vado su una barca normale. Se devo fare una regata devo per forza andare su questa”.

Dietro le quinte di un team così c’è tanto lavoro che va anche oltre la sfida sportivo-tecnologica. L’allenamento è molto duro ma ci sono anche le attività complementari, che hanno a che fare con la gestione della barca. E c’è un legame umano che si cementa, giorno dopo giorno. La consapevolezza di tutti è che la vittoria ad una Coppa America può passare per cose imponderabili, un cambiamento dell’ultimo momento, un errore da correggere. Anche il calore dei tifosi ha il suo peso. Ma il calore, da parte italiana, di certo non mancherà.

(mp)


Immagini