Con il provvedimento adottato dalla Giunta provinciale è stata introdotta dunque la possibilità di utilizzare l’arco come mezzo di controllo del cinghiale, a titolo sperimentale (la sperimentazione inizierà dal 2027), per migliorare l’efficacia dell’azione di controllo, tenendo conto che l’arco può rappresentare uno strumento alternativo laddove l’utilizzo di un’arma da fuoco può risultare inopportuno per via del disturbo che può arrecare ad altre specie anche in stagioni particolari come quella riproduttiva. L’acquisizione dell’abilitazione al controllo del cinghiale con l’arco è subordinata al preventivo possesso della qualifica di controllore del cinghiale.
E’ stata introdotta inoltre una nuova modalità chiamata “controllo mirato”. Si prevede quindi la possibilità, da parte del Corpo Forestale del Trentino, di organizzare delle attività di controllo avvalendosi dei cacciatori in possesso dell’abilitazione al controllo del cinghiale. Il coordinamento in questo caso, è in capo direttamente al personale del Corpo Forestale del Trentino. E’ una possibilità applicabile a tutto il territorio ma è volta principalmente ad ampliare la platea delle persone coinvolte nell'attività di controllo in aree “a densità zero”, in deroga agli orari e ai periodi di caccia.
In questo modo si possono avere a disposizione maggiori risorse impegnate nel controllo del cinghiale finalizzato alla sua eradicazione ed al suo deciso contenimento, mantenendo valida la suddivisione tra area di contenimento, dove l'organizzazione delle attività di controllo è in capo all’Ente gestore, e area a densità zero dove l’organizzazione del controllo spetta esclusivamente al Corpo Forestale del Trentino.




