Nel corso degli interventi è stato più volte richiamato il tema della sicurezza e del senso di responsabilità che deve accompagnare l’attività venatoria. Nel suo saluto l’assessore Failoni ha evidenziato il significato del traguardo raggiunto dai nuovi abilitati: "Grazie per essere presenti così in tanti, mai avremmo pensato di raggiungere questi numeri: entrate a far parte di una comunità che vive la montagna con passione e responsabilità. Essere cacciatori significa anche contribuire alla tutela dell’ambiente e alla gestione della fauna, pochi sanno che i cacciatori trentini danno più di ottomila ore all’anno di volontariato, c'è quindi anche un aspetto sociale di grande importanza. Vi auguro di svolgere questa attività con rispetto, consapevolezza e con l’orgoglio di rappresentare le tradizioni e i valori del nostro territorio".
Anche il presidente Fugatti ha ricordato il ruolo che l’attività venatoria svolge nella gestione dell’ambiente alpino: "Faccio i migliori auguri a chi riceve questi attestati, grazie ai giovani che mantengono i valori della caccia e del territorio di montagna e grazie alle strutture provinciali per la loro competenza e il lavoro di gestione di orso e lupo: in questo ambito la legislazione è complessa e le decisioni richiedono fermezza. Siamo in una fase difficile, dove anche le strutture dirigenziali sono sotto accusa, ma oggi è un momento di unità per voi come rappresentanti di categoria. I miei complimenti anche alle associazioni".
Nel corso della cerimonia è stato inoltre sottolineato come la collaborazione tra istituzioni, mondo venatorio e strutture tecniche della Provincia rappresenti un elemento fondamentale per una gestione sostenibile della fauna e del territorio.
Il dirigente del Servizio faunistico PAT Alessandro Brugnoli in questa occasione rappresentava anche la commissione esaminatrice: "Mi congratulo con gli abilitati e ringrazio i colleghi della commissione per l'impegno che richiede il rilascio di entrambe le abilitazioni, tra l'altro abbiamo numeri importanti, perché il reclutamento dei nuovi cacciatori è in controtendenza rispetto al passato. Concludo con un richiamo all'attenzione estrema verso la sicurezza: è un tema mai abbastanza sottolineato e che non va mai sottovalutato nell'esercizio di quella che è una passione, ma anche una responsabilità".
Matteo Rensi ha ringraziato i vertici provinciali per aver voluto ancora una volta questo incontro, che va a coronare un percorso per entrambe le figure. "Entrare a far parte del mondo venatorio comporta delle responsabilità nella gestione del patrimonio pubblico, che vanno affrontate con serietà, soprattutto quelle legate al tema dell'ambiente e alla salvaguardia dell'habitat e di determinate specie. È questo lo scopo che abbiamo come ente gestore della caccia: gestire il territorio nel suo insieme e la fauna ne fa parte. E anche il ruolo degli accompagnatori non si limita a indicare il capo corretto da prelevare, ma è trasmettere esperienza per salvaguardare il patrimonio anche per le generazioni future".
Dopo i saluti istituzionali e prima delle foto di rito ha portato la sua testimonianza una giovane cacciatrice, Beatrice Zambanini, che ha raccontato come la caccia sia una passione di famiglia ed è proprio ascoltando le esperienze dei suoi familiari e l'amore per l'ambiente e il territorio che le è stato trasmesso, che l'hanno portata a formarsi per intraprendere lei stessa l'attività venatoria.
Fotoservzio e Filmato a cura dell'Ufficio Stampa
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