Il tema del “dopo di noi” è fondamentale, ha esordito il Ministro Locatelli, la legge compie dieci anni e ora dopo l’attuazione sul territorio è tempo di proporre degli adeguamenti.
Si è lavorato, ha spiegato ancora, con tanti soggetti, famiglie, terzo settore, territori, per formulare una proposta per migliorare la norma e quindi la qualità della vita, ma si deve partire dal “durante noi”. Si stanno facendo passi in avanti, ha aggiunto, e anche il linguaggio è importante per passare dall’assistenzialismo alla valorizzazione guardando le potenzialità di ogni persona.
Suor Veronica Donatello ha invitato a non basarsi solo sul PIL per misurare un Paese ed ha ricordato che la sfida è rappresentata dal welfare partecipato. Ha ricordato inoltre alcuni interventi realizzato col contributo dell’8 per mille.
Di Maolo ha spiegato l’attività del Serafico d’Assisi. È necessario, ha sottolineato, cambiare l’economia perché includa e non escluda; ha parlato anche del prezzo della disuguaglianza, il costo che la comunità deve affrontare se non include.
Il Ministro Locatelli ha ricordato il bando per attivare progetti sulla dimensione abitativa, lavorativa e ricreativa delle persone con disabilità ed ha invitato a lavorare assieme tra istituzioni, terzo settore e privato. Ha parlato anche del mondo scolastico e degli educatori, del riconoscimento dei caregiver familiari e del tema dell’accessibilità in ambito turistico che rappresenta un investimento. L’Italia, ha aggiunto, può contare sull’esperienza e la competenza del terzo settore, che va sostenuto.
Suor Veronica Donatello ha ricordato che il futuro appartiene a tutti, come persone che possono contribuire a fare la storia.
Francesca Di Maolo ha sottolineato che il limite non definisce una persona e che il benessere passa dalla possibilità di partecipare alla vita. Non possiamo permetterci, ha aggiunto, di lasciare indietro una parte della comunità.
Siamo il ministero più piccolo, ha concluso il Ministro Locatelli, nato nel 2018; ora siamo tra le 70 e 80 persone ma siamo tra i più produttivi. Chi lavora al servizio delle persone, ha aggiunto, ha determinazione e motivazione. Dobbiamo, ha invitato in conclusione, spingere il cambiamento anche dal punto di vista mediatico: si deve parlare anche dei casi di successo, anche di chi cade e si rialza, abbiamo bisogno di vedere il tema della disabilità da un’altra prospettiva.
Suor Veronica Donatello ha invitato a porsi la domanda su che uomo vogliamo e a cambiare linguaggio per cambiare cultura.




