Sabato, 28 Marzo 2026 - 09:32 Comunicato 817

A Selva di Cadore il confronto promosso da Cescot Veneto sulle strategie per contrastare lo spopolamento delle aree alpine
Casa e montagna, al convegno internazionale focus sull’esperienza trentina

C’è anche la Provincia autonoma di Trento tra i protagonisti del convegno internazionale sulle politiche abitative per il ripopolamento delle aree montane, ospitato presso il museo civico Vittorino Cazzetta di Selva di Cadore.
“Si guarda con interesse a quanto stiamo facendo in Trentino su questi temi, dal bando rivitalizzazione ai progetti di co-living e, in ultimo, al progetto Ri-Val – ha sottolineato l’assessore provinciale alle politiche per la casa Simone Marchiori, intervenuto ieri all’evento –. Allo stesso modo, per noi è importante confrontarci con altri territori dell’arco alpino su un tema complesso come quello dello spopolamento, che richiede interventi su più fronti, non solo su quello abitativo”. L’assessore ha quindi evidenziato come l’accesso alla casa rappresenti solo una parte di un insieme più ampio di politiche integrate: “Non si tratta solo di investire sull’immobile, ma sulla comunità e sulla coesione sociale, perché l’obiettivo è favorire l’integrazione delle persone che scelgono di restare o trasferirsi in montagna”.
[ Ufficio stampa PAT - Romano]

L’appuntamento, promosso da Cescot Veneto, riunisce amministratori, esperti e rappresentanti istituzionali di diversi territori dell’arco alpino e si pone come un momento di confronto su strumenti e soluzioni capaci di contrastare lo spopolamento e sostenere la vitalità delle comunità di montagna. 

Marchiori ha illustrato nel dettaglio le politiche messe in campo dalla Provincia, inserite in una strategia integrata che punta a rafforzare la residenzialità nelle aree più decentrate, combinando strumenti tradizionali e innovativi, con il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati e la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente.
Tra le esperienze presentate, i progetti di co-living rappresentano uno degli esempi più concreti. "A Luserna l’iniziativa ha contribuito a riattivare la comunità locale e a mantenere aperti servizi altrimenti destinati a chiudere come la scuola dell’infanzia, mentre i nuovi residenti hanno partecipato a corsi di lingua cimbra e ad attività di volontariato, contribuendo anche alla riapertura del campo sportivo" ha spiegato Marchiori.
Esperienze positive anche a Canal San Bovo, dove al termine del periodo di comodato degli alloggi, alcune famiglie hanno scelto di rimanere sul territorio, prendendo casa in affitto o acquistandola, rendendo nuovamente disponibili gli alloggi per nuovi ingressi, in un modello dinamico che favorisce il consolidamento della comunità.
Nel corso dell’intervento è stato inoltre evidenziato il forte interesse per le misure provinciali. Il bando per la rivitalizzazione delle aree a rischio spopolamento ha raccolto 551 domande nel 2025. "Vivere in montagna è più complesso e il contributo rappresenta anche un riconoscimento di queste difficoltà – ha spiegato l’assessore –. Non sono risorse regalate, ma strumenti che richiedono impegni precisi, dal recupero degli immobili – che in assenza del sostegno provinciale probabilmente sarebbero rimasti inutilizzati – alla permanenza della residenza o alla messa a disposizione degli alloggi a canone calmierato per almeno dieci anni".
Un focus anche sul progetto Ri-Val, che punta a mettere sul mercato circa 300 alloggi a canone moderato attraverso la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, secondo un modello sostenibile anche dal punto di vista economico e basato sulla collaborazione tra pubblico e privato. Una prima ricognizione tra gli enti locali ha già individuato 467 alloggi disponibili su cui intervenire.

Dal convegno è emersa con forza la consapevolezza che la sfida dello spopolamento non può essere affrontata da soli e che, accanto alle risorse, servono scelte politiche, visione strategica e politiche integrate, coordinamento, oltre alla condivisione di esperienze e competenze.

Ad aprire i lavori è stato il sindaco di Selva di Cadore Luca Lorenzini, che ha evidenziato come l’accesso alla casa rappresenti uno degli ostacoli principali alla permanenza dei giovani in montagna. Dopo l’introduzione, insieme al direttore di Cescot Veneto Gian Angelo Bellati, è intervenuto in videocollegamento l’assessore regionale del Veneto Dario Bond, che ha sottolineato la necessità di rafforzare le politiche per la montagna anche nella nuova programmazione, a partire dalle risorse del Fondo Comuni Confinanti, evidenziando come il tema dell’abitare richieda non solo risorse ma soprattutto scelte strategiche e strumenti mirati. Alberto Peterle, sindaco di Alpago e consigliere della Provincia di Belluno, ha posto l’attenzione anche sul tema dei servizi socio-assistenziali necessari nei territori montani, richiamando l’attività di mappatura degli immobili inutilizzati per favorirne il recupero e la rimessa sul mercato. A seguire, Esther Happacher dell’Università di Innsbruck ha approfondito il tema delle politiche abitative in relazione ai diversi modelli di autonomia, mentre il presidente nazionale Uncem Marco Bussone è intervenuto sulla nuova legge per la montagna.

Il pomeriggio di ieri è proseguito con una tavola rotonda dedicata al confronto tra le diverse esperienze, nel corso della quale sono stati affrontati anche i temi della collaborazione transfrontaliera, dell’utilizzo dei fondi strutturali europei e del ruolo dei GAL nello sviluppo dei territori.

Nella giornata odierna, sabato 28 marzo, previsti ulteriori momenti di approfondimento tra le realtà europee coinvolte.

In allegato le slide presentate dall'assessore Marchiori 

Immagini e interviste a cura dell'Ufficio Stampa

L'intervista all'assessore Simone Marchiori

 
Le immagini del convegno
 

(sr)


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