Venerdì, 02 Ottobre 2026 - 14:10 Comunicato 2873

Bertagnolli, Mazzel, De Silvestro: il team più medagliato di Milano-Cortina è paralimpico

A volerle contare tutte, ci si perde tra le medaglie collezionate dai due sciatori ipovedenti Giacomo Bertagnolli e Chiara Mazzel (e le rispettive guide Andrea Ravelli e Nicola Cottini) e dal maestro del mono-sci Renè De Silvestro alle Olimpiadi in casa. Un “palmarès” che realizza la predizione di Stephen Hawking alle Paralimpiadi di Londra nel 2012: “Il movimento paralimpico cambierà la nostra percezione del mondo”. I successi, l’interesse sempre più vivo del pubblico ma anche la recentissima fusione tra FISIP e FISI (che accorpa quindi atleti olimpici e paralimpici degli sport invernali) sono per il quintetto: “Il segnale che le cose sono cambiate e che non si potrà che migliorare”.
Tutti pazzi per l'oro Nella foto: Nicola Cotti Cottini; Chiara Mazzel; Renè De Silvestro; Andrea Ravelli; Giacomo Bertagnolli; Claudio Arrigoni [ Michele Lotti - Archivio Ufficio Stampa PAT]

Migliorare e puntare l’asticella sempre più in alto. Perché nonostante Bertagnolli abbia collezionato 5 medaglie su 5 competizioni - bronzo in discesa libera, argento nel super-G e nello slalom gigante, oro nella combinata e nello slalom speciale -, Mazzel ne abbia portate a casa 4 – argento nella discesa libera, nella combinata e nel gigante, oro nel SuperG femminile vision impaired – e De Silvestroporti al collo sul palco del Festival dello Sport di Trento due medaglie – un argento dalla combinata e un oro dalloslalom gigante -, l’obiettivo è sempre avere di più, vincere di più, dare di più. E nell’attesa di ricominciare ad allenarsi con la nuova Federazione, non resta che ripercorrere per il pubblico trentino gli highlight di Milano-Cortina (e non solo).

“Ipovedente dalla nascita, ho cominciato a sciare a 13 anni. A 15 ero in Nazionale e salivo sul podio della Coppa del Mondo a Saint Moritz. Nell’anno della maturità ho vinto 4 medaglie a PyeongChang, e 4 a Pechino – dove per la prima volta ho gareggiato avendo Andrea Ravelli come guida -. Questa volta volevo fare il 5 su 5 e ci sono riuscito” – ha raccontato Bertagnolli. “Ma la gara che non dimenticherò mai è stata l’ultima. Avevo il menisco lesionato, e c’era tantissima nebbia, al punto che Andrea vedeva meno di me. È stata un’esperienza estrema ma che mi porterò sempre nel cuore”.

Diverso percorso per Mazzel, che ha perso la vista a seguito di una malattia: “Dopo la diagnosi mi sono chiusa in casa per due anni, ma è grazie allo sport se ho ripreso in mano la mia vita. Per me il momento più incredibile è stato vincere l’oro. Un oro del tutto inaspettato, anche perché avevo un forte mal di testa. In quell’occasione – ha aggiunto – ho capito davvero il valore dell’empatia della propria guida: mi ripeteva solo di tenere duro ancora un minuto e mi ha portata al successo”. Più paterno il ricordo di De Silvestro: “Per me la cosa più incredibile è stata vincere l’oro davanti a mia figlia, che in quel momento aveva due anni e mezzo. Mi emoziona pensare che un giorno si ricorderà di me mentre salgo sul podio” – ha dichiarato. “Ma partecipare a Milano-Cortina, un’Olimpiade per me davvero in casa (è di San Candido n.d.a.) è stata occasione speciale anche in altri sensi: se dopo l’incidente che nel 2013 mi ha causato una lesione midollare ho continuato a sciare è anche perché ho avuto vicino amici e familiari. Poter dar loro (e al mio fan club) modo di festeggiare, è stata una gioia enorme”.

(kd)


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