Ad aprire la serata un mini live dalle forme unplugged con Angelica Bove, in un look casual con jeans, maglietta blu e lunghi capelli sciolti, accompagnata da pianoforte e chitarra. Le prime note sono state quelle di "Lui", brano che aveva proposto anche sul palco del concertone del Primo Maggio, seguita da "Tana", canzone che dà il nome al suo primo album e ad una delicata cover del classico dei Radiohead “No Surprises”. Spazio quindi alle trame pungenti di “Scherzo, ridi, stupido" e in chiusura della performance a "Mattone", pezzo con cui ha partecipato a Sanremo 2026 nella categoria Nuove Proposte.
Poi, il dialogo con Marta Cagnola - giornalista di Radio 24 - Il Sole 24 Ore. “Sono cascata nella musica - ha raccontato la giovane cantante romana - volevo fare l’interior designer ma poi è diventata il mio lavoro. Prima la musica per me era immaginazione, mi serviva per ricreare quello che non avevo. Sono cresciuta in una famiglia numerosa dove non c'erano molte cose materiali ma c’era molta sostanza, cioè amore e tempo. Poi la musica è diventata uno strumento di espressione del dolore, dovevo urlare più forte del dolore che provavo per non implodere. Nel frattempo studiavo da interior designer, però poi è successo che i video che ho fatto sui social sono diventati virali e, spinta dai miei familiari, mi sono iscritta a X Factor e dopo a Sanremo Giovani". Sulla sua esperienza sul palco dell’Aristion ha spiegato : “Per me è stato tutto un gioco e anche gli altri a Sanremo la vivevano così, non era uno contro tutti ma avevamo tre minuti per esprimerci ed era importante pensare alla nostra esibizione. Io l’ho vissuta così e mi è sembrato un modo molto sano di farlo. E’ stato molto bello, un bel riconoscimento ricevere due premi anche se non ho vinto”. E ancora: “A distanza di due mesi mi sento molto bene perchè ho vissuto Sanremo con i tempi giusti, con la squadra giusta, le intenzioni giuste e leggerezza e questo è il risultato di mesi passati a farmi le domande giuste. Ho iniziato a prendere sul serio questo lavoro, devo ammettere che tre anni fa non ero molto professionale. Mi porto dietro tanta fierezza da questa esperienza oltre ad aver imparato tanto anche se so che ho ancora molto da imparare e molte esperienze da fare come quelle dei live che mi vedranno on stage nei prossimi mesi”.




