“Lo stigma che circonda le malattie mentali e le dipendenze – ha affermato l’assessore Tonina - rappresenta ancora oggi una barriera, a volte invisibile ma molto profonda, capace di privare le persone della propria dignità. Diventa vitale, quindi, abbattere queste barriere attraverso un doveroso cambiamento culturale che diventa possibile se tutti gli attori coinvolti lavorano in sinergia tra loro. La Provincia è in prima linea per promuovere questa evoluzione, e mette a disposizione tutte le sue forze e capacità, lavorando insieme a istituzioni e associazioni su un tema così importante che rappresenta un’ulteriore sfida che si aggiunge alle altre già in atto: le case di comunità che cominciano a prendere forma, il disegno di legge inerente il tema dell’integrazione sociosanitaria e l’avvio di un percorso condiviso da tutta la giunta provinciale legato alla prevenzione e alla promozione della salute per rafforzare quanto Asuit sta già facendo”.
Hanno portato i loro saluti anche il direttore generale di Asuit Antonio Ferro, il presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia di UniTrento Lorenzo Trevisiol, la sindaca di Rovereto Giulia Robol, il consigliere comunale di Arco Ivo Tamburini, la vicesindaca di Riva del Garda Barbara Angelini. Tutti loro hanno ricordato l’importanza del confronto su queste tematiche che non riguardano soltanto i pazienti e il personale sanitario ma coinvolgono tutta la comunità. Diviene vitale, quindi, imparare a riconoscere e accettare le malattie mentali e le dipendenze soprattutto se riguardano i giovani, e costruire una cultura dell’inclusione e del rispetto.
Lo stigma legato ai disturbi mentali e all'uso di sostanze continua a rappresentare una profonda barriera all'accesso tempestivo alle cure, alla dignità e alla piena partecipazione sociale. Si tratta di un fenomeno complesso che non colpisce solo chi vive in prima persona la sofferenza, ma si riflette sull'intera comunità, sulle famiglie e sugli stessi operatori. Il convegno odierno ha allargato il proprio raggio d'azione, mettendo al centro il tema dei diritti, della recovery e della cittadinanza attiva. Contrastare lo stigma richiede molto più della semplice sensibilizzazione: necessita di un ripensamento concreto delle politiche, dei modelli organizzativi e delle pratiche nei servizi territoriali.
Il meeting si è articolato su tre sessioni e si è focalizzato sui modelli innovativi di partecipazione e coinvolgimento attivo delle persone con esperienza diretta nei servizi, sul tema dei diritti nei servizi di salute mentale e delle dipendenze e sulle esperienze di sensibilizzazione e inclusione sociale rivolte alla comunità, con particolare attenzione ai giovani. La giornata si è chiusa con la tavola rotonda incentrata sul ruolo che possono giocare istituzioni, media e comunità nell’ambito dello stigma, dei diritti e della responsabilità sociale, mettendo a confronto le prospettive dei rappresentanti di queste categorie.




