Nel corso dell’incontro i vertici del sistema sanitario trentino hanno ribadito con forza come la tecnologia, da sola, non sia sufficiente a generare innovazione senza una crescita parallela delle competenze e dei modelli organizzativi. “Il rafforzamento delle competenze digitali rappresenta oggi una condizione imprescindibile per sostenere la transizione in atto”, ha sottolineato Andrea Ziglio, dirigente generale del Dipartimento Salute della Provincia autonoma di Trento. “La sfida non riguarda semplicemente l’apprendimento di nuovi strumenti, ma la capacità di ripensare i processi di cura in chiave più integrata, efficiente e vicina ai bisogni delle persone, facendo in modo che la tecnologia diventi un supporto concreto alle decisioni cliniche e alla relazione con il cittadino”.
A rimarcare la dimensione organizzativa del cambiamento è stata Rosa Magnoni, direttore amministrativo di ASUIT, che ha posto l’accento sul ruolo delle istituzioni nel creare contesti favorevoli all’innovazione: “La trasformazione digitale non coincide con l’introduzione di nuovi strumenti, ma con la capacità delle organizzazioni di accompagnare i professionisti in un percorso continuo di crescita, collaborazione e aggiornamento. Il nostro compito è costruire condizioni stabili perché l’innovazione diventi pratica quotidiana, semplifichi i processi, alleggerisca il carico burocratico e migliori concretamente la qualità del lavoro amministrativo e sanitario”.
Durante l’incontro è stato inoltre presentato il percorso sviluppato dal sistema trentino grazie alla collaborazione tra Provincia, ASUIT e Fondazione Bruno Kessler, in coerenza con il quadro normativo europeo e nazionale illustrato da Lisa Leonardini, coordinatrice del Programma ProMIS.
“La Strategia nazionale per l’accrescimento delle competenze digitali del personale sanitario”, ha evidenziato Lisa Leonardini - “punta a costruire un sistema permanente di educazione in sanità digitale, capace di accompagnare in modo strutturale la trasformazione del Servizio sanitario nazionale”. Il modello prevede la definizione di un portfolio nazionale delle competenze, percorsi formativi personalizzati in base a professione, ruolo ed esperienza, e un ciclo continuo di pianificazione, attuazione e monitoraggio, con l’obiettivo di rendere i professionisti sempre più autonomi, consapevoli e fluenti nell’utilizzo delle tecnologie digitali.
L’evento ha rappresentato un momento di restituzione delle progettualità già avviate e dei risultati ottenuti, a partire da EUVECA, iniziativa europea dedicata allo sviluppo delle competenze degli operatori sanitari, passando per il Piano operativo delle competenze della Missione 6 del PNRR, che ha già contribuito a rafforzare il patrimonio digitale del personale locale.
Particolare attenzione è stata dedicata a FormLab, il laboratorio sviluppato da ASUIT, FBK e TrentinoSalute4.0 secondo il modello R-ECM, che ha permesso di integrare formazione e pratica clinica attraverso metodologie learning by doing e l’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale applicati a casi reali. È proprio questa capacità di mettere in relazione ricerca, formazione e sperimentazione a rappresentare uno degli elementi distintivi del “modello Trentino”, una sinergia che contribuisce da un lato a migliorare la qualità dei servizi e delle cure e dall’altro ad alimentare nuovi processi di produzione di conoscenza, consolidando il posizionamento del territorio come laboratorio di eccellenza nel panorama nazionale ed europeo della sanità digitale.
Al termine della mattinata, dopo il confronto conclusivo che ha coinvolto i professionisti del settore e rappresentanti delle diverse organizzazioni presenti, Diego Conforti, direttore dell’Ufficio Innovazione e Ricerca della Provincia autonoma di Trento, che ha moderato i lavori, ha raccolto e sintetizzato gli elementi emersi dal dibattito, indicando con chiarezza una priorità strategica per il sistema sanitario trentino: integrare in modo strutturale lo sviluppo delle competenze digitali dei professionisti all’interno dei processi programmatori.
“L’adozione della strategia nazionale sulle competenze digitali, già oggi in fase di sperimentazione in alcune realtà regionali, rappresenta un’occasione concreta per dare continuità e visione alle esperienze che il Trentino ha saputo costruire in questi anni”, ha evidenziato Conforti. “Grazie al lavoro sviluppato con TrentinoSalute4.0, alla collaborazione con il mondo della ricerca e a iniziative come FormLab, disponiamo di un patrimonio di competenze, metodologie e sperimentazioni che ora deve trovare piena collocazione nella programmazione del sistema sanitario. Rendere strutturale questo percorso significa trasformare l’innovazione da esperienza progettuale a leva permanente di sviluppo organizzativo e professionale”.
Dal confronto è emersa una consapevolezza condivisa: la trasformazione digitale della sanità può produrre un cambiamento reale solo attraverso una visione sistemica e di lungo periodo, capace di mettere al centro i professionisti, valorizzarne le competenze e renderli protagonisti attivi dell’innovazione e del miglioramento continuo della qualità delle cure.




