La nuova Azienda è nata il 1° gennaio 2026, in base a quanto previsto dalla legge provinciale n. 8 del 2025, che ha trasformato l’Azienda provinciale per i servizi sanitari in un modello integrato tra assistenza sanitaria, formazione universitaria e ricerca scientifica.
Un passaggio centrale di questo percorso è stato la firma, il 19 febbraio 2026, del protocollo di intesa tra la Provincia autonoma di Trento e l’Università di Trento, che disciplina lo svolgimento coordinato delle attività assistenziali, didattiche e di ricerca.
Con il provvedimento approvato oggi, la Giunta provinciale ha definito i principi e i criteri che guideranno la predisposizione dell’atto aziendale, che sarà successivamente adottato dal direttore generale di ASUIT. Il documento disciplinerà in modo puntuale la struttura organizzativa dell’azienda, le modalità di funzionamento e i meccanismi di coinvolgimento dei professionisti sanitari nei processi di governo clinico. Particolare attenzione sarà dedicata ai Dipartimenti ad attività integrata (DAI), nei quali opereranno congiuntamente personale sanitario e personale universitario, con l’obiettivo di rafforzare l’integrazione tra assistenza, formazione e ricerca. Per queste strutture l’atto aziendale sarà adottato d’intesa con il Rettore dell’Università di Trento, a conferma del carattere pienamente integrato del nuovo modello organizzativo.
Tra le priorità indicate dalla Giunta provinciale figurano la valorizzazione del capitale umano, il potenziamento dell’assistenza territoriale e il consolidamento della rete ospedaliera, lo sviluppo della ricerca e della didattica, l’innovazione e la digitalizzazione dei servizi, il rafforzamento della sicurezza, la promozione della prevenzione e della salute.
In particolare, grande attenzione viene posta alla valorizzazione dei professionisti del sistema sanitario, considerati l’elemento centrale per garantire qualità delle cure, innovazione organizzativa e capacità di risposta ai bisogni di salute della popolazione. Le direttive promuovono inoltre il rafforzamento delle attività di ricerca e di formazione universitaria, con l’obiettivo di sviluppare un modello di Azienda sanitaria sempre più integrato con il sistema accademico e capace di attrarre competenze, progetti di ricerca e opportunità di sviluppo scientifico.
Un ambito strategico riguarda l’innovazione e la digitalizzazione dei servizi sanitari, con lo sviluppo di strumenti tecnologici e soluzioni organizzative orientate a migliorare l’accessibilità ai servizi, la continuità delle cure e l’integrazione tra ospedale e territorio.
Particolare attenzione viene dedicata anche all’innovazione ospedaliera, con l’obiettivo di promuovere modelli organizzativi più moderni, l’introduzione di tecnologie avanzate, lo sviluppo di percorsi clinico-assistenziali sempre più integrati e il rafforzamento delle attività ad alta specializzazione. L’innovazione rappresenta infatti uno degli elementi chiave per migliorare la qualità delle cure, sostenere la ricerca clinica e garantire una maggiore attrattività del sistema sanitario provinciale.
In questo contesto assumono particolare rilievo anche le politiche per la sicurezza delle cure e per la qualità dei percorsi assistenziali, insieme al rafforzamento delle attività di prevenzione e promozione della salute.
Le direttive pongono inoltre un forte accento sul potenziamento dell’assistenza territoriale, in coerenza con l’evoluzione dei bisogni di salute legati all’invecchiamento della popolazione e alla crescita delle patologie croniche. L’obiettivo è rafforzare la presa in carico delle persone sul territorio, favorendo modelli organizzativi integrati tra servizi sanitari, sociali e sociosanitari, e garantendo una maggiore prossimità dei servizi ai cittadini.
Parallelamente viene ribadita l’importanza di consolidare e qualificare la rete ospedaliera provinciale, assicurando un equilibrio tra specializzazione delle strutture, appropriatezza dei percorsi assistenziali e integrazione con i servizi territoriali.
Le direttive fissano anche alcuni elementi della futura organizzazione aziendale. In ambito sanitario sono previsti fino a 20 dipartimenti, 127 strutture complesse, di cui fino a un massimo del 30% a direzione universitaria, e 231 strutture semplici. Per quanto riguarda l’organizzazione tecnica e amministrativa, l’azienda potrà articolarsi al massimo in 5 dipartimenti, 34 servizi o unità di missione e 54 uffici.
Assessore Tonina
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