Al via il Fondo strategico per le piccole e medie imprese

Un’alleanza fra pubblico e privato per sostenere il sistema produttivo locale, con risorse finanziare integrative a quelle del credito banca rio. È questo il senso del Fondo strategico Trentino-Alto Adige promosso dalla Regione Trentino-Alto Adige in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento, la Provincia autonoma di Bolzano ed il Fondo pensione territoriale Laborfonds.

Si tratta di un fondo mobiliare chiuso, riservato, a vocazione territoriale.
Sarà operativo dai primi di febbraio e consentirà alle aziende locali, comprese quelle di piccola dimensione, di finanziarsi a medio-lungo termine per sostenere progetti di investimento e sviluppo delle proprie attività. Sarà gestito dalla Finanziaria internazionale Investments SGR, risultata aggiudicataria di una gara comunitaria. Parte con una dotazione iniziale di 214 milioni ed è stato suddiviso in due comparti (Trento e Bolzano) da 107 milioni di euro ciascuno, in modo che possa essere modulato in relazione alle specifiche esigenze delle due realtà provinciali.
Nello specifico, il comparto di Trento vede un investimento di 75 milioni da parte della Provincia autonoma di Trento, di 26,8 milioni da parte di Laborfonds, 5 milioni dalla Banca Popolare dell’Alto Adige e di 0,2 milioni da Finint SGR. Sono 4 gli strumenti principali proposti alle imprese: prestiti obbligazionari (minibond), progetti infrastrutturali (project bond), investimenti delle micro imprese attraverso le cartolarizzazioni ed investimenti per l’internazionalizzazione delle imprese Il Fondo strategico concede alle imprese alcuni importanti vantaggi, quali la minor dipendenza dal canale bancario, tassi concorrenziali sui finanziamenti, in linea con le finalità del Fondo che ha obiettivi conservativi e non speculativi. Lo strumento è inoltre volto a favorire la crescita culturale delle imprese locali, che per aprirsi ai mercati dei capitali dovranno uniformarsi a maggiori criteri di trasparenza, informazione e programmazione strategica. Potenzialmente sono circa 400 le imprese locali che potrebbero essere interessate.
«Credo che il Fondo sia uno degli elementi attraverso cui possiamo dare un senso alla nostra Autonomia – ha spiegato il vicepresidente e assessore allo sviluppo economico e lavoro Alessandro Olivi in sede di presentazione – perché nasce su input degli enti pubblici, ma delinea anche un’alleanza tra il mondo del credito e il mondo del lavoro, testimonianza della forte assunzione di responsabilità fatta da questi attori dello sviluppo locale. Parliamo di uno strumento complementare, aggiuntivo – e non sostitutivo – rispetto al sistema del credito locale. La sfida è quella di ampliare la platea degli investitori attraverso una promozione tesa ad includere più soggetti possibili».
Il Fondo rappresenta un ulteriore strumento a favore della crescita, che rafforza le politiche messe in campo dalla Provincia negli ultimi anni per favorire l’accesso al credito da parte delle imprese. Pur in un quadro di finanza pubblica in regressione, la Provincia ha riservato alle politiche di sostegno alle imprese del territorio importanti risorse, al fine di creare uno strumento idoneo a favorire l’adesione di altri investitori istituzionali, a partire dai fondi pensione
territoriali, mobilitando le risorse finanziarie generate dal sistema locale a favore degli investimenti a carattere territoriale.
Ne sono esempi il Fondo di rotazione che ha reso disponibili finanziamenti alle imprese per 100 milioni di euro complessivi, l’anticipazione dei crediti da concordato, il Fondo housing sociale che ha invece permesso di affrontare il problema del disagio abitativo con un investimento stimato in 110 milioni di euro per realizzare 500 alloggi da locare a canone moderato. Sono state attivate, inoltre, risorse della Banca Europea per gli investimenti per cofinanziare progetti infrastrutturali per circa 360 milioni di euro. È invece di 100 milioni di euro il plafond messo a disposizione dalla Provincia per le anticipazioni di crediti certificati. È stato infine predisposto il Fondo alberghi, ossia una convenzione con le banche per rimodulare il debito con l’intervento del Confidi.



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