Comunicato 2590 Mercoledì, 04 Ottobre 2017 - 18:10

Trentacinque scuole d’Italia sull’isola siciliana
Workshop sull’emigrazione, il liceo “da Vinci” a Lampedusa

Sofia Giorgini ai politici: “Scommettete su noi giovani, cittadini del presente e del futuro”
Incontri, dibattiti e confronti a Lampedusa, in Sicilia, per discutere di emigrazione in una serie di workshop. Il progetto “L’Europa inizia a Lampedusa”, promosso dal Miur (Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca) con il “Comitato 3 ottobre” si è svolto dal 30 settembre al 3 ottobre e ha coinvolto 35 scuole superiori italiane e alcune straniere di Austria, Spagna, Francia e Malta. Tra questi istituti, anche il liceo scientifico “L. da Vinci” che ha partecipato con una delegazione di 4 ragazzi.

 

C’era anche una studentessa trentina del liceo scientifico “L. da Vinci”, la diciottenne Sofia Giorgini, lunedì, sul palco di piazza Castello, a Lampedusa, per confrontarsi con il ministro all’istruzione Valeria Fedeli sul fenomeno migratorio (almeno fino a quando un violento temporale ha chiuso la serata). Qui, sull’isola siciliana, avamposto più meridionale dell’Europa dove, nel corso degli anni, sono arrivati migliaia e migliaia di migranti imbarcati in nord Africa dai trafficanti di uomini. E’ stato uno dei momenti del progetto “L’Europa inizia a Lampedusa” promosso dal Miur (il ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca) con il “Comitato 3 ottobre” e che ha coinvolto 200 ragazzi di 35 istituti scolastici superiori italiani e quattro europei (da Malta, Francia, Spagna e Austria) selezionati su ben 235 che avevano risposto al bando di concorso per partecipare ad una tre giorni di workshop, incontri, spettacoli e dibattiti sui temi dell’emigrazione con i rappresentanti di organizzazioni e associazioni che si occupano del fenomeno.

Le scuole avevano presentato video, racconti, foto, poesie. La V E del “da Vinci” ha proposto un documentario, “O’Scià” (Respiro, nel dialetto dell’isola), prodotto da Format, il Centro audiovisivi della Provincia e realizzato da Arianna Saggese e Matteo Paoli a seguito di un viaggio d’istruzione e formazione sull’isola dell’aprile scorso. A completare la rappresentanza trentina, Elisa Feller, che cinque mesi fa scattò alcune delle foto più significative dell’esperienza formativa. Professore accompagnatore, Sandro Bertoni. La riflessione di Sofia Giorgini, rivolta alla ministra, ha toccato un aspetto di particolare attualità, formativa e civica. “Noi abbiamo avuto la fortuna di partecipare a questo progetto – ha sottolineato - E torniamo a casa arricchiti. Ma ci siamo accorti che, quando progetti di questo genere vengono affrontati nelle scuole, molti ragazzi della nostra età non sono correttamente informati di ciò che avviene nel mondo. Per questo chiediamo di poter affrontare di più, in classe, i temi di attualità come quello dei migranti e dei rifugiati. Che ciò possa essere fatto leggendo insieme e discutendo, in modo da poter sviluppare il nostro spirito critico, riuscendo così a riconoscere le informazioni superficiali rispetto a quelle distorte. Scommettete su di noi – ha concluso la studentessa - sui cittadini che siamo e che saremo”.

Il 3 ottobre 2013, poco fuori dal porto dell’isola, annegarono 368 migranti, in gran parte eritrei, 155 i sopravvissuti. L’11 ottobre dello stesso anno, nelle acque tra Malta e Lampedusa, ne morirono più di 200, tra cui tanti siriani. I ragazzi hanno ascoltato le testimonianze di chi ce l’ha fatta e vive ora in Germania, Svezia, Norvegia. Uno di loro ha detto: “L’emigrazione non è una scelta ma l’effetto di una situazione. Siamo stati costretti ad andarcene perché eravamo nel posto sbagliato. Anche voi italiani siete stati migranti, cercate di tenerlo a mente”. A ricordo di quei morti e di tanti altri (oltre 15mila da quel 3 ottobre ai giorni nostri “dormono” sul fondo del Mediterraneo, ma sono senz’altro di più) le cerimonie alla Porta d’Europa, l’installazione dell’artista Mimmo Paladino a memoria dei migranti e in mare, a bordo delle navi della Guardia costiere e dei pescherecci dei pescatori dell’isola. 

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