Alle Gallerie dal 31 gennaio 2026 è esposta la mostra WARS La guerra. La Pace che parte dall’assunto che la guerra non sia solo un evento storico, politico o militare, ma una condizione che trasforma i luoghi, i corpi, gli sguardi. E la fotografia, sebbene non possa spiegare cos’è la guerra, costringe a guardarla.
La mostra espone alcune delle opere presentate negli scorsi anni a WARS – War and Revolutionary Stories, un concorso che si basa su una convinzione profonda: la buona fotografia, soprattutto quella di reportage, richiede tempo. Tempo per conoscere i luoghi, comprenderne la geografia e le abitudini, costruire relazioni, capire i contesti umani e sociali in cui si opera. Solo attraverso questo processo lento e rigoroso il fotografo può essere davvero pronto a cogliere quell’istante decisivo capace di trasformarsi in informazione, emozione e narrazione.
Da venerdì 12 giugno, in mostra ci sono le opere del vincitore dell’edizione 2025/2026 Antoni Lallican, autore del progetto The Russian Offensive in the Donbas, un lavoro che documenta oltre quattro anni di guerra nell’Ucraina orientale attraverso la vita quotidiana di civili e militari.
Gli altri finalisti, le cui opere sono in mostra, sono Ivor Prickett, con il progetto The Battle to Control Sudan, e Valentina Sinis, autrice di Were Afghan Women to Unveil Their Tales.
Oggi, mercoledì 17 giugno alle ore 11, presso le Gallerie a Trento il premio è stato consegnato a Aïda Belloulid, vedova di Antoni Lallican.
Il premio WARS è promosso dall’Atlante delle Guerre e dei Conflitti del Mondo, in collaborazione con la Fondazione Museo storico del Trentino e ANVCG - Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra, con la direzione artistica di Fabio Bucciarelli e quella organizzativa di Raffaele Crocco.




