Comunicato 3162 Martedì, 15 Dicembre 2015

Firmata la "Carta di Milano per la Montagna"
UN RINNOVATO IMPEGNO PER IL TERRITORIO E LA CULTURA DELLE "TERRE ALTE"

Promuovere il valore dell’ambiente montano come riserva preziosa di biodiversità; salvaguardare i patrimoni culturali tradizionali, i saperi locali, le autonomie e le identità sociali, gli stili di vita e la capacità nei secoli di rapportarsi all’ambiente ed all’uso delle risorse: sono alcuni degli impegni a cui sono chiamati governi, istituzioni e organizzazioni internazionali dalla "Carta di Milano per la Montagna", il documento firmato questa mattina presso la Sala stampa della Provincia da Accademia della Montagna del Trentino, Accompagnatori di media montagna, Guide alpine e Gestori dei rifugi del Trentino. "Per noi – ha detto Egidio Bonapace, presidente di Accademia della Montagna - è un orgoglio firmare questo documento che contiene indicazioni chiare che rappresentano l'inizio di un cammino che riconosce il valore della montagna, realtà che deve assicurare benessere anche ai giovani e alle generazioni future".

Il presidente della Conferenza delle Comunità Montane della Lombardia Alberto Mazzoleni, che ha promosso il documento, ha sottolineato come la "Carta" sia una bella intuizione e un'opportunità per affermare alcuni principi come quello della pari dignità della montagna rispetto ad altri territori. 
Per la presentazione del documento si è scelto oggi di inserirlo in un blocco di ardesia della Valle Brembana, materiale utilizzato tradizionalmente per realizzare tetti tipici. 
Paolo Valoti, Consigliere nazionale e presidente dell'Unione Bergamasca del CAI, ha aggiunto che il valore della montagna è quello di unire le genti. Da Expo, ha detto, non è uscito un richiamo esplicito al ruolo della montagna, ecco perché si è pensato a questa "appendice" della "Carta di Milano".
Il professor Annibale Salsa, presidente del comitato scientifico di Accademia, che ha contribuito alla stesura del documento, ha parlato di un atto dal grande valore simbolico. "La montagna – ha detto Salsa - non può essere declinata solo come uno spazio ricreativo e ludico ma va valorizzata sotto ogni aspetto perché ha un ruolo ineludibile".
Le politiche agricole europee degli anni '70 hanno penalizzato la montagna facendo prevalere modelli di sviluppo intensivi e a forte connotazione industriale. " Il criterio quantitativo – ha spiegato il professore - ha prevalso mentre la montagna rappresenta un'eccellenza dal punto di vista qualitativo".
La via da prendere, questo è il senso del documento firmato oggi, è quella del riposizionamento della montagna e del ritorno alle attività tradizionali. "Questa carta - ha detto Salsa - è un vero e proprio documento etico per una inversione di tendenza". Per questa sfida culturale e politica sarà fondamentale l'apporto delle comunità che abitano i territori di montagna.
Soddisfazione, consapevolezza dei valori e delle potenzialità della montagna, responsabilità nel diffondere gli elementi culturali che le terre alte esprimono, sono stati manifestati da Martino Peterlongo, presidente della Guide alpine, da Nicola Cozzio, presidente degli Accompagnatori di media montagna e da Elio Gonzo, vice presidente dei Gestori dei rifugi trentini. 
Tra i "diritti" che la "Carta" elenca ci sono: il sostegno ad attività coerenti con le risorse dei territori montani, come l’agricoltura e le produzioni tipiche e artigianali realizzate con metodi sostenibili basati sulle conoscenze locali e tradizionali; una gestione oculata delle risorse naturali, culturali, paesaggistiche, idriche e forestali della montagna; la valorizzazione delle produzioni alimentari di montagna grazie all’applicazione di nuove conoscenze, procedimenti e strumenti appositamente sviluppati dalla ricerca e dall’innovazione, in modo da accrescere la sostenibilità dei prodotti alimentari e dei processi di trasformazione e la messa a punto di metodi di certificazione e strategie di valorizzazione commerciale che generino ricadute positive in primo luogo per le comunità locali.
La "Carta" è stata firmata nel mese di novembre anche da Umberto Martini, presidente generale del Club Alpino Italiano, in occasione delle giornate dei lavori degli “Stati generali” del CAI a Bergamo, al "Palamonti". (lr)

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