Mercoledì, 27 Giugno 2018 - 15:56 Comunicato 1590

Un protocollo d’intesa a sostegno delle eccellenze imprenditoriali e scientifiche trentine
Trentino Invest: nuove risorse per 5 milioni, entra Fondazione Caritro

Ulteriori risorse per 5 milioni di euro, da investire in startup e imprese innovative ad elevato potenziale di crescita, e l’ingresso in “squadra” del nuovo socio Fondazione Caritro. Queste le due mosse per il rilancio di Trentino Invest, la joint venture pubblico-privata istituita nel 2012 per la valorizzazione sul mercato dei risultati delle scoperte scientifiche e dell’innovazione tecnologica prodotte sul territorio trentino. Lo prevede il protocollo d’intesa approvato recentemente dalla Giunta su proposta del presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi e firmato oggi in Provincia dai rappresentanti dei cinque soci: Trentino Sviluppo, La Finanziaria Trentina, Finanziaria Trentina della Cooperazione, Istituto Atesino di Sviluppo e Fondazione Caritro. Il piano di capitalizzazione quinquennale e l’ingresso di un nuovo socio privato consentiranno alla società di investire in altre imprese innovative, in particolare nei settori della meccatronica, biotecnologie, agrifood, scienze dei materiali e scienze biomedicali. "Rafforziamo il nostro sostegno alle nuove imprese e all'innovazione - sottolinea il presidente Rossi - con uno strumento che affianca alle risorse messe a disposizione dalla Provincia attraverso Trentino Sviluppo quelle degli investitori privati. Grazie a tutti i partners che credono che questa sia la strada da percorrere per valorizzare idee e competenze provenienti dal mondo della ricerca. L'augurio è che tante idee di impresa diventino realtà e possano affermarsi sui mercati anche internazionali".

Nata nel 2012, la  joint venture pubblico-privata partecipata da Trentino Sviluppo, Provincia autonoma di Trento, La Finanziaria Trentina, Finanziaria Trentina della Cooperazione e Istituto Atesino di Sviluppo funge da strumento di investimento “di sistema” per supportare le società innovative ad alto potenziale di crescita. 
Dopo il successo, l’estate scorsa, dell’operazione a sostegno della campagna di equity crowdfunding di Walliance – la prima piattaforma italiana per la raccolta di capitali di rischio per gli investimenti immobiliari online autorizzata dalla Consob, ideata e sviluppata da Gianluca e Giacomo Bertoldi – appare infatti ancora più funzionale dotare il Trentino di un soggetto unitario che rappresenti gli investitori pubblici e privati locali.
Pur nella sua contenuta dimensione territoriale, la nostra provincia può infatti vantare, accanto ai principali attori della conoscenza quali l’Università di Trento, le fondazioni Edmund Mach e Bruno Kessler e il Museo delle Scienze-MUSE, una quarantina di enti di ricerca articolati in centri, progetti congiunti, laboratori nazionali, spin off e startup, per un totale di quasi 3.800 addetti impiegati.
Una grande varietà, da cui scaturisce l’idea di coinvolgere più direttamente nella valorizzazione dei risultati della ricerca e nella loro trasposizione in idee d’impresa attraverso Trentino Invest anche Fondazione Caritro, una fondazione di origine bancaria che persegue scopi di utilità sociale e promozione dello sviluppo economico, con una particolare attenzione ai settori della ricerca scientifica e tecnologica, della formazione e della cultura.
L’aumento del capitale sociale è stato sottoscritto oggi, martedì 19 giugno, dal presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi, dal presidente di Trentino Sviluppo Flavio Tosi, dal direttore generale de La Finanziaria Trentina Massimo Fedrizzi, dall’amministratore delegato dell’Istituto Atesino di Sviluppo Giorgio Franceschi, dal presidente di Finanziaria Trentina della Cooperazione Renato Dalpalù e dal presidente di Fondazione Caritro Michele Iori.
La ricapitalizzazione, su base quinquennale e per un massimo di 5 milioni di euro, avverrà in base al verificarsi delle necessità, ovvero in seguito alle singole decisioni di investimento deliberate dai soci privati che detengono il 51% del capitale sociale. L’apporto pubblico, tramite la società di sistema Trentino Sviluppo, si ferma infatti al 49% del capitale complessivo.
Nello specifico Trentino Sviluppo garantirà uno stanziamento di risorse pari ad un massimo di 490 mila euro l’anno per il periodo 2018-2022, mentre i soci privati garantiranno un intervento minimo di ulteriori 510 mila euro annui per il medesimo periodo.
Il Consiglio di amministrazione della nuova Trentino Invest sarà composto da quattro membri espressione dei soci privati - La Finanziaria Trentina, Istituto Atesino di Sviluppo, Finanziaria Trentina della Cooperazione e Fondazione Caritro - e da un quinto membro da individuarsi tra gli esperti del settore della ricerca. A Trentino Sviluppo spetterà invece il compito di designare il presidente del collegio sindacale.
Core business della joint venture sarà l’assunzione di partecipazioni di minoranza, del valore massimo di 1 milione di euro per ciascuna operazione, in aziende aventi sede in Trentino, con particolare attenzione alle startup che operano nei settori definiti prioritari dalla Strategia provinciale di specializzazione intelligente, ovvero meccatronica, biotecnologie, agrifood, scienze dei materiali e scienze biomedicali.

 

(mp)


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