Ha aperto l'incontro il presidente del MUSE Stefano Bruno Galli, che nel suo saluto ha ricordato il valore della ricorrenza dell'alluvione come occasione per riflettere sul rapporto tra uomo, acqua e territorio, evidenziando l’importanza della memoria storica nel commemorare un evento tragico e nel ricordare quanti si sono impegnati per affrontarlo. Ha quindi espresso apprezzamento per il volume e per la collaborazione tra Provincia autonoma di Trento, Fondazione Museo storico del Trentino e MUSE.
Alla presentazione sono inoltre intervenuti i curatori del volume, che ne hanno illustrato genesi e impostazione, definendolo un'opera corale multidisciplinare che, unendo prospettive storiche, tecniche e ambientali, trasforma la memoria e le lezioni delle grandi alluvioni dell'Adige in una consapevolezza e in strumenti condivisi di prevenzione e autogoverno del territorio.
Quindi è stata la volta del direttore della Fondazione Museo Storico del Trentino Giuseppe Ferrandi, dell'ingegnere delle acque e idrologo, docente all'Università di Trento Alberto Bellin, del direttore del MUSE Massimo Bernardi e dell'idrobiologa ed entomologa dello stesso Museo delle Scienze Valeria Lencioni, che hanno introdotto, rispettivamente, la sezione storica, quella tecnica e geologica e la parte ambientale e paesaggistica della pubblicazione.
La conclusione è stata a cura del dirigente generale del Dipartimento protezione civile, foreste e fauna PAT Stefano Fait, che ha evidenziato: "A sessant’anni dall’alluvione, custodire il territorio e governare i corsi d’acqua significa assumersi una responsabilità, quella di promuovere una cultura condivisa della prevenzione e rafforzare la capacità operativa delle istituzioni. Oggi sappiamo che il rischio zero non esiste: dobbiamo conoscere il rischio e imparare a gestirlo attraverso una visione integrata e la collaborazione tra territori. Da qui l’impegno a promuovere nel 2027 una nuova Conferenza del fiume Adige, a sessant’anni dalla prima, per tracciare insieme le prospettive future della gestione del corso d’acqua".
Il libro - 388 pagine, stampato da Saturnia - nasce dall’esperienza del convegno “Passato, presente e prospettive del fiume Adige, da Resia all’Adriatico”, che si è svolto a Trento il 13 ottobre 2025 ed è pubblicato dalla Provincia autonoma di Trento - Dipartimento Protezione civile, foreste e fauna, Servizio Bacini montani, in collaborazione con il MUSE - Museo delle Scienze, la Fondazione Museo storico del Trentino, l’Archivio fotografico storico provinciale, TSM-STEP e il Consorzio Trentino di Bonifica. L’obiettivo della pubblicazione, nel 60° anniversario dell'alluvione (1966-2026), è restituire valore e significato alle opere di difesa idraulica, spesso parte invisibile del paesaggio quotidiano, e ricordare che la sicurezza non è mai acquisita una volta per tutte, sottolineando tuttavia come la presenza del fiume generi oggi non solo un potenziale pericolo, ma costituisca al tempo stesso un bene ambientale e paesaggistico di inestimabile valore, che deve essere opportunamente accudito e valorizzato. Il volume, dedicato a Donato Nardin, storico dirigente della Provincia, tra i protagonisti dello sviluppo delle politiche di difesa del suolo, sistemazione idraulico-forestale e prevenzione del rischio idrogeologico in Trentino, sarà disponibile a partire dalla prossima settimana nelle librerie o contattando il Servizio Bacini Montani della Provincia.
Al termine della presentazione, a Palazzo delle Albere, è avvenuta l’inaugurazione del nuovo spazio espositivo della mostra “Water Flow. Acqua, arte, scienza, umanità” a cura di Fondazione Museo storico (Alessandro de Bertolini e Lorenzo Pevarello) e MUSE (Carlo Maiolini), dedicato ai video-reportage storici realizzati nel 1966 da Costantino Armani, Giuseppe Šebesta e Bruno Angelini durante e dopo l'alluvione.
L'appuntamento di oggi rientra nel calendario delle iniziative che a Trento ripercorre l'evento dell'alluvione del 1966, mettendo in dialogo memoria storica, ricerca scientifica e gestione del rischio, con il coinvolgimento del Dipartimento Protezione civile, foreste e fauna della Provincia autonoma di Trento, del MUSE – Museo delle Scienze, del Comune di Trento, della Fondazione Museo storico del Trentino e del Mart, Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto. Altre informazioni qui.
Fotoservizio e filmato a cura dell'Ufficio Stampa
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