Il progetto
Tavolo 27 è stato sviluppato attraverso un percorso di coprogettazione promosso dalla Provincia autonoma di Trento per ampliare le opportunità di reinserimento sociale e lavorativo delle persone detenute presso la Casa circondariale di Trento, di chi è seguito dai servizi sociali territoriali o sottoposto a provvedimenti dell’autorità giudiziaria.
A gestire il ristorante è Spinipizza Impresa Sociale srl, costituita da quattro enti del Terzo Settore trentino: Kaleidoscopio, Comunità Murialdo, APAS e Con.Solida.
Nel locale, una squadra di professionisti della ristorazione lavora al fianco delle persone inserite nei percorsi di reinserimento - in regime di semilibertà, articolo 21- tirocinio o misura alternativa, accompagnate ogni giorno da un tutor aziendale. A regime potranno collaborare contemporaneamente 6-8 persone.
Ad essere coinvolti in primo luogo sono i detenuti impegnati nei corsi di formazione intramurari dell’Istituto Alberghiero di Levico Terme, selezionati in collaborazione con la direzione della casa circondariale: potranno tradursi in tirocini di inclusione sociale, in tirocini di formazione e orientamento o in assunzioni dirette. Al termine del percorso, Spinipizza Impresa Sociale potrà rilasciare un’attestazione delle competenze acquisite.
L’ipotesi alla base del progetto è che il lavoro, svolto in un contesto autentico e di qualità, sia la leva più efficace per ridurre il rischio di recidiva e restituire dignità e prospettiva, favorendo un ritorno stabile nella società, come confermano le evidenze internazionali.
I sostenitori
La Provincia autonoma di Trento è il sostenitore principale del progetto. Il suo intervento si articola in due forme distinte e complementari: la realizzazione dell’immobile, tramite il Servizio per il sostegno occupazionale e la valorizzazione ambientale (SOVA), e il sostegno alla gestione triennale dell’attività tramite il Servizio Politiche Sociali.
Il SOVA ha realizzato l’edificio che ospita il ristorante-pizzeria, in prossimità della Casa Circondariale di Spini di Gardolo: un importante investimento - tra lavori, materiali e spese tecniche - e un contributo programmato dal Servizio Politiche Sociali per la gestione operativa dei primi tre anni di attività.
Nei mesi scorsi il Servizio politiche sociali della Provincia ha coinvolto i soggetti del Distretto economia solidale (la rete istituita con delibera della Giunta provinciale che unisce le diverse realtà partecipanti attorno al tema del reinserimento) e altri interlocutori del territorio per raccogliere la loro disponibilità a contribuire alla realizzazione del progetto.
L’adesione è stata ampia: numerosi soggetti privati - fondazioni, enti del mondo cooperativo, associazioni di categoria, gruppi di servizio - hanno confermato la propria disponibilità per sostenere l’iniziativa.
Il nome: Tavolo 27
Il nome non è un dettaglio, racchiude il significato del progetto. Richiama l’articolo 27 della Costituzione e il principio secondo cui la pena “deve tendere alla rieducazione del condannato” e quindi al lavoro come strumento di emancipazione. Il tavolo, invece, è il luogo dell’incontro: dove si mangia, si dialoga e ci si siede gli uni di fronte agli altri.
E il Tavolo 27 esiste davvero: all’interno del ristorante ci sarà fisicamente il tavolo con questo numero, pensato come simbolo del progetto e come spazio per incontri, testimonianze e iniziative.
La filiera sociale che unisce dentro e fuori
La produzione agricola all’interno delle mura del carcere, già operativa, fornisce materie prime alla cucina; i laboratori esterni di trasformazione le valorizzano e trasformano, portandole fino ai piatti che i clienti trovano in tavola. Altre realtà del terzo settore contribuiscono con lavorazioni, materiali ed elementi destinati al locale e al suo allestimento. Il locale diventa quindi una “vetrina”, un modo per mostrare la filiera e il valore di quanto si produce. “Dal seme al piatto”, dal dentro al fuori, è l’immagine semplice che racconta questa connessione e il cammino che compiono le persone.
Il ristorante-pizzeria come ponte sul territorio
La proposta si articola in due momenti. A pranzo, per i lavoratori della zona industriale e per chi è di passaggio a Trento Nord, con formule semplici e accessibili. Alla sera, il ristorante e la pizzeria propongono un menu più ampio per famiglie, gruppi e cene aziendali; alcune serate della settimana saranno dedicate a iniziative a tema sociale e culturale, come presentazioni di libri, incontri, collaborazioni con realtà del territorio.
Il locale sarà quindi aperto dal lunedì al sabato all’ora di pranzo e dal giovedì al sabato per aperitivo e cena. La cucina punta su stagionalità, prodotti del territorio, qualità delle materie prime e rotazione delle proposte, con attenzione anche alle scelte vegetariane e vegane. Un locale dunque che punta a diventare un nuovo e ulteriore punto di riferimento per Trento Nord e per la città.




