Lunedì, 06 Luglio 2026 - 15:08 Comunicato 2012

Il vicepresidente alla cerimonia alla galleria dei Partigiani. “Libertà e democrazia vivono nella pratica quotidiana”
Spinelli: “Giannantonio Manci appartiene al nostro futuro”

“La libertà, la democrazia e l’autogoverno non sono conquiste definitive: vivono solo se vengono difesi e praticati ogni giorno. Ricordare Giannantonio Manci, martire della Resistenza trentina, Medaglia d’oro al valor militare e ufficiale degli Alpini, significa rendere omaggio a chi ha dato la propria vita per la rinascita del nostro Paese secondo ideali di convivenza e rispetto. In questo senso Manci è una figura che appartiene non solo alla memoria, ma al nostro presente e futuro. Il suo sacrificio richiama i valori su cui si fonda la nostra comunità”. È il messaggio affidato dal vicepresidente della Provincia autonoma di Trento, Achille Spinelli alla cerimonia commemorativa dedicata a Giannantonio Manci, organizzata dal Comune di Trento in collaborazione con ANPI del Trentino e ANA Sezione di Trento, presso la Galleria dei Partigiani.
Vicepresidente Spinelli - cerimonia commemorativa di Giannantonio Manci [ Veneri - Archivio Ufficio Stampa PAT]

“Questa ricorrenza - ha aggiunto Spinelli, intervenuto in rappresentanza del presidente Fugatti e della Giunta -, a 82 anni dall’uccisione di Manci, assume un ulteriore significato nell’ottantesimo anniversario della Repubblica nonché dell’Accordo De Gasperi-Gruber, pilastro della nostra Autonomia che è espressione di una cultura del dialogo e della responsabilità. Una consapevolezza che ci richiama all’impegno di custodire questo patrimonio e di affrontare con responsabilità le sfide del presente”.

Alla cerimonia hanno partecipato fra gli altri il sindaco di Trento Franco Ianeselli, il presidente del consiglio provinciale Claudio Soini, il presidente dell’Associazione italiana partigiani del Trentino Mario Cossali, il rettore Flavio Deflorian oltre alle autorità civili e militari, ai rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma e ai familiari di Manci.

Un momento di raccoglimento e memoria presso la lapide dedicata ad una delle figure chiave della Resistenza trentina. Manci, nato nel 1901 e di professione rappresentante di commercio, venne richiamato alle armi allo scoppio della seconda guerra mondiale. Dopo l’8 settembre 1943, con il Trentino annesso al Terzo Reich, Manci entrò nelle file della Resistenza, contribuendo all’organizzazione del movimento partigiano trentino. Arrestato e sottoposto a torture, preferì sacrificare la propria vita piuttosto che mettere a rischio i compagni e la causa della libertà.

(sv)


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