“Questa ricorrenza - ha aggiunto Spinelli, intervenuto in rappresentanza del presidente Fugatti e della Giunta -, a 82 anni dall’uccisione di Manci, assume un ulteriore significato nell’ottantesimo anniversario della Repubblica nonché dell’Accordo De Gasperi-Gruber, pilastro della nostra Autonomia che è espressione di una cultura del dialogo e della responsabilità. Una consapevolezza che ci richiama all’impegno di custodire questo patrimonio e di affrontare con responsabilità le sfide del presente”.
Alla cerimonia hanno partecipato fra gli altri il sindaco di Trento Franco Ianeselli, il presidente del consiglio provinciale Claudio Soini, il presidente dell’Associazione italiana partigiani del Trentino Mario Cossali, il rettore Flavio Deflorian oltre alle autorità civili e militari, ai rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma e ai familiari di Manci.
Un momento di raccoglimento e memoria presso la lapide dedicata ad una delle figure chiave della Resistenza trentina. Manci, nato nel 1901 e di professione rappresentante di commercio, venne richiamato alle armi allo scoppio della seconda guerra mondiale. Dopo l’8 settembre 1943, con il Trentino annesso al Terzo Reich, Manci entrò nelle file della Resistenza, contribuendo all’organizzazione del movimento partigiano trentino. Arrestato e sottoposto a torture, preferì sacrificare la propria vita piuttosto che mettere a rischio i compagni e la causa della libertà.




