Venerdì, 27 Ottobre 2017 - 15:30 Comunicato 2875

Un ulteriore importante tassello per l’attuazione di percorsi di alternanza di qualità
Scuola-lavoro: approvate le linee guida per la valutazione dei percorsi

L’approvazione della legge sulla “Buona Scuola” ha sancito, tra le novità, l’obbligatorietà dei percorsi scuola-lavoro nella scuola secondaria di secondo grado, quantificandone il monte orario obbligatorio nel triennio in almeno 400 ore nei professionali e nei tecnici e almeno 200 ore nei licei. La nuova normativa ha inoltre inserito l’alternanza nei Piani triennali dell’offerta formativa dei singoli istituti, rendendo tale attività condizione obbligatoria per l’ammissione all’esame di Stato. Si è reso pertanto necessario definire delle Linee guida unitarie da fornire alle istituzioni scolastiche per ciò che riguarda la valutazione degli apprendimenti acquisiti dagli studenti nelle attività di alternanza. Il provvedimento approvato oggi dalla Giunta fissa questi indirizzi e costituisce dunque un ulteriore importante riferimento pedagogico didattico per l’attuazione, nella scuola trentina, di percorsi di alternanza di qualità.

Le Linee guida sono indicazioni operative rivolte alle scuole che uniformano i criteri di valutazione delle esperienze di tirocinio curriculare realizzate in alternanza scuola-lavoro. Nello specifico, nel documento, vengono dettagliati gli oggetti della valutazione, le competenze, gli attori coinvolti in tale processo, cercando di evidenziarne i ruoli e le modalità di valutazione, sottolineando la necessità di un atteggiamento aperto e al contempo rigoroso rispetto all’atto del valutare. Il documento presenta inoltre una gamma di strumenti di verifica e valutazione, mettendone in luce le caratteristiche essenziali, descrivendone i tratti e la funzione, oltre alle modalità di documentazione e di certificazione degli apprendimenti e delle competenze acquisite in alternanza.

La valutazione degli apprendimenti in alternanza tiene conto di più dimensioni perché è riferita a un processo articolato che coinvolge più fattori. Il momento valutativo assume così un carattere nuovo: se da un lato si tratta di verificare e valutare le competenze disciplinari e trasversali acquisite nel percorso di alternanza, confrontandole e integrandole con i Piani di studio di Istituto, dall'altro occorre considerare e valorizzare aspetti della formazione degli studenti che l'esperienza dell'alternanza può favorire. 

Il nuovo concetto di alternanza si prefigge infatti  non solo di superare l'idea di disgiunzione tra momento formativo ed operativo, ma si pone l'obiettivo più incisivo di accrescere la motivazione allo studio e di guidare i giovani nella scoperta delle vocazioni personali, degli interessi e degli stili di apprendimento individuali, arricchendo la formazione scolastica con l'acquisizione di competenze maturate "sul campo". Tale condizione garantisce un vantaggio competitivo rispetto a quanti circoscrivono la propria formazione al solo ambito teorico, offrendo nuovi stimoli all'apprendimento e valore aggiunto alla formazione della persona. 

Per poter permettere una valutazione a 360 gradi la valutazione dell’alternanza rimane in capo alle Istituzioni scolastiche, ma coinvolge direttamente anche i partner esterni che vi possono contribuire a diverso titolo. In particolare, il ruolo del tutor esterno/aziendale è centrale nell'acquisizione e nella valutazione dei dati osservabili durante il tirocinio, sia perché è la figura che accompagna e osserva lo studente “in situazione”, sia perché offre la prospettiva del mondo del lavoro, quindi un punto di vista “altro” rispetto a quello scolastico, nel rilevare e dare valore agli elementi che fonderanno il giudizio.

Con il documento approvato oggi, particolare attenzione viene riservata infine  alla valutazione dei percorsi dedicati a studenti con Bisogni Educativi Speciali. In base alle Linee guida questi percorsi e la rispettiva valutazione dovranno essere articolati in coerenza con il PEI dello studente, secondo criteri di gradualità e progressività, anche in considerazione dello sviluppo personale e dell’autonomia della persona.

(c.ze.)


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