Comunicato 92 Governo (politica) e pubblica amministrazione Scuola

Domenica, 24 Gennaio 2016 - 13:05

Il governatore del Trentino oggi all'assemblea annuale dell'associazione a cui sono associate 136 scuole
Rossi alla Federazione scuole materne: "Grazie per la coesione sociale che assicurate alla nostra Autonomia"

"Nuovo modello di finanziamento centrato sul budget, che amplia gli spazi di autonomia e di responsabilità delle scuole; procedure innovative nelle convocazioni annuali dei precari; qualificazione e stabilizzazione del personale; piano del trilinguismo; distribuzione dell'offerta scolastica sul territorio: le sfide che abbiamo lanciato nel 2015, e che imprimono una direzione anche al nostro impegno futuro, sono molte. Configurano una svolta per la scuola trentina, a cui tutti devono dare il loro contributo. Le scuole dell’infanzia equiparate associate alla Federazione provinciale scuole materne sono partner importanti dell'amministrazione, gestendo un servizio indispensabile alle famiglie trentine, con competenza e attenzione alla qualità. Grazie per il contributo che date alla coesione sociale del Trentino, così importate per la nostra Autonomia. Dobbiamo affrontare i cambiamenti della società con coraggio e dare ad essi le risposte adeguate, ma senza perdere di vista i valori fondamentali su cui si fonda il nostro modello": queste in sintesi le parole che il governatore del Trentino Ugo Rossi, anche nella sua veste di assessore all'istruzione, ha pronunciato oggi intervenendo all'assemblea generale della Federazione provinciale scuole materne, associazione di scuole dell'infanzia autonome costituita nel 1950. La Federazione conta attualmente 136 scuole associate (su 274 scuole d'infanzia totali in Provincia), suddivise in 21 circoli di coordinamento. Intervenendo dopo la relazione del presidente della Federazione Giuliano Baldessari, Rossi ha inoltre aggiunto qualche considerazione sul tema dei modelli educativi: "Quello che stiamo facendo nelle nostre scuole per la cultura di genere non ha nulla a che vedere con la cosiddetta teoria del gender. Nelle nostre scuole poniamo attenzione al tema dell'uguaglianza fra i due sessi, pur nella loro diversità, e del rispetto reciproco, combattendo ogni forma di disciminazione. Si tratta di valori importanti che rientrano nella nostra visione complessiva della società".

Intervenendo all'assemblea generale dell'associazione Rossi ha sottolineato innanzitutto come un momento come quello odierno costituisca  l'occasione per tracciare un bilancio di quanto già fatto, ma consenta al tempo stesso di indicare nuovi obiettivi.  Il 2015 è stato prima di tutto un anno di consolidamento nei rapporti istituzionali tra Provincia e Federazione scuole materne, che ha permesso di accrescere la conoscenza reciproca  e di ribadire l’impegno comune nel tessere quel delicato rapporto tra politica e comunità, tra scenari di macro livello e particolarità locali, di cui vive l'Autonomia del Trentino.

Rossi ha quindi richiamato  brevemente le cose fatte, al tempo stesso tracciando le coordinate per i percorsi che vanno sviluppati nel corso del 2016. Vediamoli in sintesi:

- Dinamismo nel modello di finanziamento

Sono state disegnate nuove regole per la definizione del Programma annuale 2015/ 2016 delle scuole dell’infanzia, caratterizzate da un nuovo modello di finanziamento, basato sul budget, pensato soprattutto per le spese di funzionamento delle scuole. Uno strumento di programmazione che consente il raggiungimento degli obiettivi didattici e formativi con più flessibilità e maggiore autonomia rispetto al passato. Sono state contestualmente riscritte le regole per la rendicontazione delle spese, secondo principi di massima semplificazione ed è stata resa più funzionale, tramite il sistema delle autorizzazioni,  la possibilità di assegnare personale aggiuntivo, per rispondere al meglio ai bisogni dei bambini. Queste novità hanno permesso di avviare una profonda revisione delle prassi in uso e di imprimere un cambiamento nella visione gestionale complessiva. "Grazie al lavoro di coordinamento che la Federazione ha assicurato all'interno di questa nuova modalità", ha detto Rossi.

- Procedure innovative nelle convocazioni annuali del personale a tempo determinato.

Si tratta del Progetto di “chiamata unica”, che ha permesso di gestire in simultanea tra scuole dell'infanzia provinciali ed equiparate associate alla Federazione l'offerta di tutti posti disponibili per le assunzioni a tempo determinato dal 1° settembre 2015. In precedenza  le convocazioni avvenivano separatamente ed erano molto dispendiose per il sistema, oltre che meno efficaci. "Mettere a punto un progetto come questo - ha sottolineato Rossi - ha comportato un  lavoro oneroso, che la Federazione ha contribuito a realizzare, assieme all'amministrazione". Il progetto è decollato in due zone, la Val di Non e di Sole, con risultati generalmente apprezzati, ed è quindi destinato ad espandersi e a caratterizzarsi come nuovo metodo di gestione delle operazioni di chiamata del personale.

 - Qualificazione del personale e processi di stabilizzazione

A dicembre 2015 si sono chiuse le operazioni del concorso per la copertura di 30 posti di sezione, e di altri 30 posti con competenza linguistica. Rappresentanti della Provincia e del sistema equiparato, seduti allo stesso tavolo, hanno condiviso tutte le fasi che hanno portato a disporre di un nuovo bacino di personale professionalizzato per le future immissioni in ruolo. 10 anni erano trascorsi dall'ultimo concorso, del 2006. Quello indetto nel 2015 si intreccia con le stabilizzazioni partite nel 2014, che hanno visto assumere in ruolo 200 insegnanti d’infanzia tra Provincia ed Enti gestori, ed hanno aperto nuove prospettive lavorative al personale di recente formazione. Due istanze oggi da tenere in equilibrio e che hanno portato alla scelta di rimodulare l’intera strategia concorsuale, all'insegna di due principi: proporzione nei numero di posti da bandire e scansione ciclica. Di assoluta novità poi la previsione di posti di sezione con competenza linguistica che saranno definiti annualmente dal Programma annuale delle scuole dell'infanzia anche in coerenza con le uscite del personale scolastico. 

 - Una marcia in più per il progetto del trilinguismo

Il piano per il trilinguismo assegna centralità all’intera fascia 0/6 anni. Si tratta di uno dei progetti maggiormente caratterizzanti l'intera legislatura, e favorisce un accostamento tempestivo dei bambini allo studio delle lingue. L’investimento finanziario è consistente e sfrutta tutte le opportunità racchiuse nei fondi sociali europei. Si è passati ad un’impostazione a bandi sia per la messa a disposizione dei collaboratori esterni che per la formazione dei docenti. Stanno per entrare nelle scuole dell’infanzia e nei nidi i collaboratori esterni, esito del primo bando messo a punto nell’autunno scorso. In totale  63 risorse per 104 scuole dell'infanzia che  si andranno ad aggiungere al personale già formato. Ci avviciniamo così al 65% come copertura complessiva del sistema infanzia. A breve verrà approvato anche il bando per il prossimo anno scolastico al fine di anticipare la programmazione degli interventi nell’anno scolastico 2016/2017. 

-  Nuovo disegno dell’offerta scolastica

A partire dal 2015 la Giunta ha anche affrontato uno dei temi più spinosi e delicati, che spesso accendono il dibattito attorno alla scuola, quello della distribuzione dell’offerta scolastica, che deve essere razionale, ragionata nei numeri, equilibrata e sostenibile. La delibera del 2 novembre scorso ha rappresentato un passo in avanti  in questa direzione, al termine di un lento, serrato percorso di confronto e mediazione con le comunità locali che ha portato agli interventi programmati per il 2016/2017 e successivo. "Sono processi spesso non pienamente compresi - ha concluso Rossi -  che evocano fantasmi di privazione, sottrazione. Sono invece soprattutto  processi di aggregazione territoriale, che puntano a 'solidificare' il servizio scolastico, a dargli convergenza e compattezza, anche a fronte di numeri piccoli. In chiave pedagogica, è nostra precisa responsabilità interrogarci sulle condizioni ottimali da assicurare ai bambini, per offrire loro le maggiori opportunità di apprendimento e di arricchimento umano, educativo, valoriale. La sfida che ci attende è ora anche quella di tenere conto delle pèroblematiche ocupazionali, cosa che ci impegnamo a fare assieme anche alle rappresentanze sindacali". 

All.: dati di sintesi sulle scuole d'infanzia



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