Venerdì, 25 Settembre 2020 - 18:37 Comunicato 2213

Riprendiamoci lo Stato

Dal recente libro scritto a quattro mani dall'economista e direttore scientifico del Festival dell'Economia, Tito Boeri, e dal giornalista d'inchiesta Sergio Rizzo di Repubblica, una panoramica sulle incrostazioni che bloccano la crescita italiana. Tanti mali che sorprendentemente e notoriamente nascono dalla cattiva pubblica amministrazione. Dalla burocrazia elefantiaca alla "poliburocrazia" (neologismo coniato dai due autori), allo spoils system sfrenato, che raramente premia il merito, una denuncia implacabile sui ritardi italiani.

"Servirebbe introdurre la cassa integrazione anche per i dipendenti pubblici". Tito Boeri, economista, ex presidente dell'Inps e direttore scientifico del Festival dell'Economia di Trento non fa sconti: "Se un lavoratore privato nei mesi scorsi si è visto ridurre la remunerazione perché, causa pandemia, ha lavorato meno, non si capisce perché dovremmo creare differenze. Differenze che poi alimentano rancori. Invece il dipendente pubblico dovrebbe stare sempre dalla parte del cittadino". Un esempio di quello che Boeri giudica un forte scollamento dello Stato dalla vita reale e dal bene comune. Non secondaria, la questione delle nomine pubbliche: "Fatte sempre dalla politica. Senza scegliere il merito. Così i nominati devono rendere conto e sono ricattabili. Ma il Paese non cresce". Perché il problema della centralità della pubblica amministrazione nella ripresa del sistema Italia non è secondario. "L'apparato burocratico è un fardello soprattutto al Sud, dove dà lavoro a circa un terzo degli occupati. Ma troppo spesso con rapporti clientelari. Tra un po' andranno in pensione 300.000 dipendenti pubblici: è l'occasione per fare finalmente dei concorsi. Ma i sindacati del pubblico spingono sempre per le promozioni interne...".

Anche Sergio Rizzo è d'accordo: "C'è una deriva sindacale nell'impiego pubblico. Il sindacato è diventato un organo di potere. I sovranisti dicono che l'Italia non cresce per colpa dell'euro, per l'impossibilità di svalutare la moneta. Invece non cresciamo per le inefficienze della pubblica amministrazione, l'incompetenza, i ritardi, i mancati appalti: si viaggia sempre sulle proroghe". "Altre volte - l'osservazione di Boeri - i dipendenti pubblici operano con un senso di inferiorità nei confronti del privato. Manca fiducia reciproca e si cerca di normare tutto, troppo. Lo fa quella classe di capi di gabinetto e direttori di uffici legislativi che rappresentano una corporazione affiatata: non hanno le competenze dei tecnici e non hanno la responsabilità dei politici. E da qui nascono i danni". Rizzo e Boeri lasciano poche speranze: "Abbiamo persone scelte male, leggi scritte malissimo e meccanismi farraginosi".

(db)


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