Il cuore della riforma riguarda l'integrazione tra le risorse provinciali e gli incentivi statali previsti dal nuovo "Conto Termico 3.0". L'obiettivo è incentivare la riqualificazione di edifici spesso "energivori", riducendo i consumi e, di conseguenza, la spesa corrente degli enti gestori che beneficiano di tariffe energetiche agevolate.
La novità principale risiede nella modalità di calcolo del contributo: l'ammissione al finanziamento provinciale per gli interventi di interesse sarà disposta al netto dell'incentivo statale. Questo meccanismo permette di ottimizzare le risorse pubbliche, liberando capitali che la Provincia ha già provveduto ad accantonare in due fondi specifici:
- 3,8 milioni di euro per interventi di rilevante entità;
- 500.000 euro destinati a interventi di minori dimensioni.
Per garantire la massima efficacia tecnica, l'istruttoria delle domande sarà affidata all'Energy Manager della Provincia (afferente all'UMST Patrimoni e Trasporti), che valuterà la capacità dei progetti di generare reali risparmi energetici basandosi sulle proprie specifiche competenze tecniche.
Oltre alla parte energetica, il provvedimento prende atto del significativo aumento dei costi delle materie prime e delle progettazioni registrato negli ultimi anni. Per non bloccare le nuove iniziative e le ristrutturazioni dei centri diurni e delle altre strutture socio-sanitarie, i parametri di finanziamento sono stati aggiornati con incrementi rilevanti:
- Costruzione e ampliamento: il costo unitario massimo riconoscibile passa da 443 euro al metro cubo a 570 €/mc.
- Ristrutturazione: il parametro viene elevato da 354 euro al metro cubo a 456.
Questo adeguamento assicura che il contributo provinciale rimanga congruo rispetto alla realtà attuale del mercato edilizio, evitando che il peso degli extra-costi comprometta la qualità degli spazi destinati agli utenti più fragili.




