Venerdì, 16 Aprile 2021 - 13:01 Comunicato 898

Presentata a categorie e sindacati la manovra di sostegno a economia e lavoratori
Provincia, 500 milioni per rimettere in moto il Trentino

Stamane, il Presidente della Provincia Maurizio Fugatti, accompagnato dagli Assessori Achille Spinelli, Roberto Failoni e Giulia Zanotelli – in sala anche il vicepresidente Tonina e l’assessore Bisesti – ha presentato alle categorie economiche e sindacali, la manovra di sostegno all'economia e ai lavoratori che inizierà il proprio percorso legislativo nei prossimi giorni. La Provincia mette in campo una serie di interventi per aiutare l'economia trentina a rimettersi in moto. Le misure, assieme ai provvedimenti in arrivo dal Decreto sostegni sul territorio trentino, consentono di assegnare a imprese e lavoratori 500 milioni di euro. Le risorse provinciali sono pari a 220 milioni di euro, mentre altri 280 milioni di euro arrivano dagli interventi nazionali. Il disegno di legge approvato oggi dalla giunta provinciale "vuole dare risposte veloci alle categorie che stanno soffrendo a causa della pandemia. Come Provincia anticipiamo i tempi dell'assestamento di bilancio per intervenire in maniera straordinaria in una fase straordinaria" ha detto il Presidente della Provincia, Maurizio Fugatti. La manovra è "in itinere" ha aggiunto Fugatti, precisando che la volontà è quella di inserire tra gli interventi anche 100 milioni di euro da destinare agli investimenti, con nuovo debito provinciale. “Interveniamo dove il Decreto sostegni è insufficiente rispetto alla portata dei sostegni o delle categorie non coperte” ha aggiunto Fugatti.

Tra le misure provinciali più rilevanti c'è quella sugli aiuti alle imprese che hanno perso almeno il 30% del fatturato nel periodo 1 novembre 2020-30 aprile 2021 rispetto al corrispondente periodo precedente. In questo caso ci saranno due diverse modalità di sostegno: una per le imprese e gli operatori professionali più piccoli che sarà forfettario; e una per le imprese e operatori più grandi, per i quali si darà un sostegno calcolato sulla base dei costi sostenuti nel semestre considerato.

Previsto poi un intervento da oltre 15 milioni per il sostegno ai lavoratori stagionali del turismo e del commercio che non hanno lavorato o hanno lavorato meno di 90 giorni nel semestre di riferimento. Per le strutture ricettive sarà prevista l'abrogazione della prima rata Imis. Ci sarà poi per tutti i contribuenti il rinvio della prima rata Imis, misura che vale circa 80 milioni di euro in termini di liquidità che rimane nelle tasche di famiglie e imprese.

Sul fronte degli interventi nazionali pari a 280 milioni di euro complessivi, sono previsti 30 milioni per i lavoratori in difficoltà, sostegni per le aziende e le risorse del fondo montagna che andranno ad aiutare gli impiantisti, i maestri di sci e gli operatori economici che insistono sulle aree sciistiche.  Le nuove risorse si sommeranno ai 135 milioni di euro che la Provincia ha già erogato durante la fase pandemica in aiuto di imprese e lavoratori e che hanno supportato 27.000 operatori economici e 20.000 lavoratori.

Le misure per far ripartire l’economia trentina

Le misure provinciali sono contenute in una manovra che oggi, venerdì 16 aprile, con l’approvazione di un disegno di legge ad hoc, inizia il proprio iter legislativo.

La manovra provinciale si comporrà di una parte di aiuti alle imprese e ai lavoratori, misure che intendono dare sostegno alle attività ferme e alle persone in difficoltà economica a causa della crisi economica dovuta al Covid, ma anche di incentivi per chi vuole investire.  La Provincia prevede, infatti, di mettere sul piatto risorse per integrare alcuni capitoli a favore dell’economia, il principale dei quali è quello per sostenere gli investimenti fissi e in ricerca gestito dall’Agenzia provinciale per l’incentivazione delle attività economiche (Apiae). La volontà della Provincia è di continuare a dare opportunità di investimento alle tante aziende che hanno dimostrato di essere pronte a farlo. I bandi Qualità in Trentino, che hanno assegnato 42 milioni di contributi a oltre 800 aziende a fronte di 148 milioni di euro di investimenti privati messi in campo, ne sono la dimostrazione. E a loro andrà una quota delle risorse previste per rilanciare le attività economiche. Un’altra fetta sarà destinata a Trentino Marketing. “Vogliamo – ha detto l’assessore allo sviluppo economico, ricerca e lavoro, Achille Spinelli - che ci sia uno sforzo sul piano della promozione territoriale per dare ancora maggiore attrattività al Trentino e una maggiore qualità all’offerta turistica”.  Rispetto al settore agricolo, oltre all’estensione a tali imprese degli aiuti a fondo perduto, ha chiarito l’assessore all’agricoltura, Giulia Zanotelli, “c’è in vista un bando qualità” destinato al comparto.

Alle misure provinciali si sommano, come detto, quelle nazionali del Decreto Sostegni. In particolare, l’articolo 1 che prevede aiuti alle imprese che hanno registrato perdite superiori al 30% nel 2020 rispetto al 2019 e che in Trentino porterà 77 milioni di euro. Altri 173 derivano dal Fondo montagna previsto all’articolo 2 dello stesso Decreto Sostegni. Lo Stato, attraverso tale misura, destina alle Regioni e alle Province autonome incentivi da assegnare ai Comuni in cui sono presenti gli impianti di risalita. Le risorse incamerate serviranno ad aiutare tutte le imprese della filiera turistico-commerciale del territorio comunale interessato dagli impianti di risalita. Il Fondo montagna va a sostegno di impiantisti e maestri di sci, della filiera turistica e dell’indotto, ovvero a sostenere alberghi, ristoranti e pubblici esercizi.

“In totale a livello nazionale il Fondo montagna ha una dotazione di 700 milioni che potrebbero diventare 800 milioni – ha chiarito l’assessore al turismo e commercio, Roberto Failoni – Una parte, pari a 430 milioni di euro, sono gestiti da Roma a favore degli impiantisti, una quota va ai maestri di sci, un’altra agli operatori economici della filiera del turismo nelle aree sciistiche”. Nel dettaglio al Trentino andranno 75 milioni agli esercenti funiviari, 8 a maestri e scuole di sci, e 48 milioni agli operatori economici (che salgono a 90 se il plafond salirà a 800 milioni di euro).

Ma vediamo ora nel dettaglio alcune delle misure previste nella manovra provinciale a sostegno di economia e lavoratori. 

IMPRESE

1. Aiuti a fondo perduto per chi ha avuto perdite superiori al 30% nel periodo novembre 2020 – aprile 2021 rispetto al corrispondente periodo precedente. La misura è aperta anche agli operatori economici agricoli dei settori più legati all’offerta turistico commerciale del territorio (agriturismi, florovivaisti, piccoli operatori del settore vinicolo, lattiero caseario, acquacoltura).  Ci sarà una misura forfettaria per gli operatori più piccoli, legata a due soglie di numero dei dipendenti, e una a copertura dei costi fissi per gli altri operatori. L’intervento integra quello statale di cui all’articolo 1 del Decreto Sostegni (DL 41 del 2021) e si aggiunge al Fondo montagna.

2. Interventi per rilanciare l’economia e gli investimenti. Previste risorse per il rafforzamento della promozione turistica e industriale e l’incremento dei finanziamenti Apiae finalizzati a investimenti fissi, ricerca e compensazione fiscale, nonché nuove risorse per la copertura dei bandi qualità (turismo e commercio) in corso. Ci saranno anche misure per la riqualificazione delle strutture del settore vitivinicolo ed enoturistico.

LAVORATORI E FAMIGLIE

1. Le nuove misure che saranno introdotte con la manovra finanziaria provinciale riguardano un intervento rivolto agli stagionali del turismo e del commercio e ai lavoratori a tempo determinato del turismo che non hanno lavorato o che hanno ridotto la loro attività nel periodo novembre 2020-aprile 2021. L’intervento sarà proporzionale alla effettiva riduzione di attività. Previsto poi il rafforzamento del bonus baby-sitter nazionale.

2. Vengono confermate e rifinanziate misure già in essere a favore di lavoratori e famiglie in difficoltà. Si tratta dell’integrazione alla cassa integrazione per i lavoratori che hanno superato le 300 ore di cassa integrazione nel 1° semestre 2021 (1,5 euro all’ora), dell’attualizzazione dell’Assegno Unico Provinciale per chi ha un indicatore Icef inferiore a 0,18. Nonché degli incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato, misura questa attiva sul bilancio di Agenzia del Lavoro, con le domande in partenza da luglio 2021.

MENO TASSE

Prevista l’abrogazione della prima rata Imis per le strutture ricettive e il rinvio a dicembre della prima rata Imis per tutti i contribuenti.

(ac)


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