Le grandi emergenze che hanno segnato il Trentino negli ultimi anni - da Vaia alla tragedia della Marmolada - sono state ricordate dal presidente della Provincia Fugatti, che nel corso del suo intervento ha messo in luce il ruolo centrale svolto dal sistema di Protezione civile, non solo quando suonano cicalini e sirene. “Si tratta di un mondo eterogeneo, che rappresenta una parte fondamentale dell'identità e dell'Autonomia del Trentino. Nelle emergenze abbiamo visto operatori mettere a disposizione le proprie competenze e persino rischiare in prima persona per aiutare gli altri. Questo è il valore di chi decide di fare la propria parte per la comunità”. Quindi, un appello a mettersi in gioco: “Avvicinatevi al volontariato di Protezione civile: quello che si riceve da questa esperienza è molto, ma ancora di più è ciò che si può dare agli altri”.
Il campo scuola di Marco rappresenta la fase conclusiva del progetto “Insieme per il territorio: il fiume Adige fra storia e calamità”. Un percorso dedicato al tema del rischio idraulico, anche in occasione del sessantesimo anniversario dell’alluvione del 1966. Dopo le lezioni teoriche e un percorso esperienziale, il campo di Marco rappresenta ora il momento più operativo del progetto. Da oggi a giovedì 10 settembre gli studenti saranno impegnati in attività che li vedrà protagonisti al fianco del personale e dei volontari della Protezione civile.
“Questo campo offre ai ragazzi l'opportunità di entrare in contatto diretto con un mondo fatto di competenze e solidarietà. Ma soprattutto consente di comprendere che ciascuno può essere parte attiva della propria comunità – ha sottolineato l'assessore Zanotelli –. La prevenzione è fondamentale, perché il rischio zero non esiste: conoscere il territorio e le sue fragilità significa diventare sempre più responsabili”.
Il dirigente generale del Dipartimento Protezione civile, foreste e fauna Stefano Fait ha evidenziato come “la scuola è uno dei luoghi più importanti per avvicinare le giovani generazioni alla Protezione civile. L'obiettivo è far conoscere questo mondo ai ragazzi e aiutarli a comprendere che ogni cittadino può sentirsi parte attiva della comunità”.
Secondo la sindaca di Rovereto Giulia Robol “esperienze come questa sono indimenticabili perché permettono ai nostri giovani di conoscere le fragilità del territorio e impegnarsi nella sua tutela”. Anche il presidente della Comunità della Vallagarina Scerbo ha posto l'accento sul tema della formazione alla cittadinanza.
Il sovrintendente scolastico Giuseppe Rizza ha spiegato come l'iniziativa indichi una direzione importante anche per il mondo dell'istruzione: “Qui il territorio diventa un laboratorio di apprendimento”. Per la docente e referente del progetto Anna Baroni, la sfida è “costruire competenze e accrescere il senso di comunità”.




