Sabato, 01 Giugno 2019 - 09:37 Comunicato 1265

Un film di Franco Brusati ha tratteggiato per CINECONOMIA la condizione degli italiani emigrati in Svizzera negli anni Settanta
"Pane e cioccolata": quando i migranti eravamo noi

Le proiezioni della rassegna CINECONOMIA, che si sofferma sulle tematiche che caratterizzano il 14° Festival, è proseguita ieri sera al Cinema Modena con la proposta di «Pane e cioccolata», un film diretto da Franco Brusati con Nino Manfredi nel ruolo del protagonista, un emigrato italiano in Svizzera. Uno dei grandi interpreti della commedia italiana ci riporta ai tempi non lontani in cui eravamo noi i migranti.

«Il film – spiega il prof. Andrea Landi, docente presso l’Università di Modena e Reggio Emilia – è stato realizzato a cavallo fra il 1973 e il 1974 che fa riferimento a un fenomeno di emigrazione importante. E’ una commedia all’italiana che però rappresenta in modo realistico il fenomeno dell’emigrazione e soprattutto le condizioni di vita dei nostri emigrati in Svizzera. Si tratta di un fenomeno che negli anni dal 1948 al 1968 ha interessato 2 milioni di italiani. Nel film è evidente la tensione degli emigrati per l’ottenimento del permesso di soggiorno che poteva essere stagionale, annuale o (in pochi casi) definitivo. Descrive le difficili condizioni abitative degli emigrati, alloggiati in insediamenti a ridosso delle fabbriche, e si sofferma anche sul tema dei bambini che non era permesso tenere con se e che quindi, in molti casi, venivano nascosti. "Pane e cioccolata" dà rappresentazione di un atteggiamento critico da parte dei nostri connazionali nei confronti dell’Italia, che costringe ad emigrare, e della Svizzera che non sa accogliere. Ricordiamo, infatti, che arrivammo nel 1970 ad un referendum che si proponeva di mandare a casa circa trecentomila italiani. Il referendum non passò, ma instaurò un clima di incattivimento della società che il film rappresenta.»
Giovanni Garofoli, detto Nino, è un emigrato italiano in Svizzera, cameriere in prova presso un ristorante di prestigio. Il futuro sembra prospettarsi benevolo, ma a causa di una fotografia lo ritrae mentre sta orinando su un muretto perde il permesso di soggiorno e viene espulso. Rimasto in Svizzera come clandestino, viene ospitato da Elena, una rifugiata politica greca scampata alla dittatura dei Colonnelli, ma viene trascinato in nuovi guai e da un miliardario italiano riparato in Svizzera per reati fiscali. Dopo essersi abbassato a un lavoro umiliante, Nino decide di farsi passare per svizzero: si tinge perfino perfino i capelli di biondo, ma assistendo ad una partita di calcio in televisione, si fa scoprire a causa della sua esultanza ad un gol dell’Italia. Fallito questo tentativo patetico, viene nuovamente espulso e fatto salire sul treno, destinazione Italia. Ma una volta in viaggio, infastidito dall'atteggiamento di alcuni connazionali anch’essi sulla via del rimpatrio, giunto sotto il Traforo del Sempione tira il freno d'allarme e torna indietro, deciso a non arrendersi e a conciliare lavoro e dignità. Perfettamente in armonia fra dramma e umorismo, “Pane e cioccolata” è divertente e cinico, con un Manfredi strepitoso. Il film ha ottenuto nel 1974 l’Orso d'argento al Festival di Berlino. Completano il cast Paolo Turco, Gianfranco Barra, Anna Karina e Jonny Dorelli.

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(fl)


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