Martedì, 23 Giugno 2026 - 15:57 Comunicato 1872

Gerosa: “Crediamo nell’importanza di accrescere il nostro patrimonio culturale attraverso acquisizioni e restauri, e investiamo nella ricerca come leva strategica per la promozione di sempre nuove conoscenze"
Pala d’altare di Francesco Verla, presentati i primi lavori di analisi e restauro

I primi esiti dei lavori di analisi e restauro che si stanno eseguendo sulla Pala d’altare di Francesco Verla (1470/1474–1521) sono stati presentati presso il laboratorio di restauro dei beni storico-artistici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento, in Via San Marco a Trento, alla presenza dell’assessore provinciale alla cultura Francesca Gerosa e dei tecnici. In particolare sono stati illustrati i risultati delle indagini scientifiche fin qui compiute e le attività che proseguiranno ora. Il restauro viene eseguito all’interno del laboratorio dell’Ufficio per i beni storico-artistici della Soprintendenza. Al termine dei lavori l’opera, che è stata acquisita dalla Provincia ed entrata a far parte del patrimonio provinciale nel 2025, sarà restituita nelle Collezioni provinciali.
“Questo - ha detto l’assessore Gerosa – è il risultato di un lavoro corale, delle professionalità della struttura provinciale, anche con riferimento al dottor Marzatico che ha avviato la proposta di acquisizione. La politica deve saper ascoltare e sostenere chi ha una professionalità e una conoscenza da mettere a disposizione della comunità. Solo così si costruiscono risposte solide e orientate al bene comune. Il nostro compito è credere nell’importanza di accrescere il nostro patrimonio culturale e lavorare per reperire le risorse necessarie”. L’assessore Gerosa ha evidenziato poi il ruolo della ricerca nel mondo della cultura, ricerca che è patrimonio di tutti noi e della nostra storia. “Qui – ha aggiunto - non abbiamo solo un’importante opera che torna in Trentino ma abbiamo anche la storia di questa opera e del suo percorso, una storia da raccontare che dà ulteriore valore a questa acquisizione”.

La dirigente della Soprintendenza per i beni culturali Angiola Turella ha spiegato che accrescere il patrimonio culturale rappresenta una precisa missione della Provincia. Ha ringraziato inoltre la sua struttura sottolineando come siano presenti al suo interno grandi competenze nel campo della conservazione e valorizzazione dei beni culturali. Franco Marzatico, già dirigente generale della Provincia, ha definito un privilegio poter restituire alla comunità le opere del patrimonio culturale.

La Pala d’altare, eseguita nel 1517 per la chiesa parrocchiale di Villa Lagarina, raffigura la Madonna con il Bambino, i santi Giovanni Battista e Pietro, quattro angeli e il committente don Ettore da Salerno, cappellano al servizio dei conti Lodron di Castel Noarna. L'opera, che lasciò l'edificio sacro alla fine del XVIII secolo passando per diverse raccolte private lombarde e approdata a New York nel 1963 in proprietà di una collezionista privata, nel 2025 è stata acquisita dalla Provincia. Francesco Verla (1470/1474 - 1521) è stato uno dei principali pittori rinascimentali presenti in valle dell’Adige e dintorni, sia nel campo della pittura a soggetto sacro, sia nell’ambito della decorazione murale ispirata all’antico. La pala appartiene agli ultimi anni dell’artista. Dopo l’inquadramento dell'opera, la descrizione della storia del dipinto e della procedura di acquisizione, curate da Luca Gabrielli, direttore dell'Ufficio per i beni storico-artistici della Provincia, la restauratrice del laboratorio provinciale Francesca Raffaelli, ha illustrato i primi risultati e le tecniche utilizzate nell’eseguire l’analisi dell’opera oltre che le prime prove di restauro. Sull’opera, è stato spiegato, si sono constatate le tracce di un restauro, attuato probabilmente tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. Dopo l’esecuzione di una prima campagna fotografica, anche con riprese macro dei dettagli, è iniziata una fase di studio diretta a comprendere la tecnica pittorica di Verla e lo stato conservativo attuale, sulla base anche di una serie di analisi diagnostiche mirate. Si sono realizzati inoltre alcuni interventi puntuali di pulitura per asportare la vernice scura stesa sulla superficie probabilmente, è stato spiegato, proprio a seguito dell’intervento otto-novecentesco. Hanno così iniziato a riemergere i colori originali e molti dettagli. 

Ass. Gerosa

Luca Gabrielli

Per scaricare riprese e interviste:

https://drive.google.com/drive/folders/1BrD6CyA3ulTXiMDP0tQ8J0_rhZax10Ji

(lr)


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