La chiusura della Sala operativa segna la conclusione della prima fase dell’impegno della Protezione civile provinciale per l’evento olimpico. Un lavoro intenso, svolto con professionalità, spirito di servizio e piena sinergia tra tutte le strutture coinvolte, che ha garantito la sicurezza degli atleti, degli operatori e della popolazione. Il sistema provinciale tornerà ad attivarsi tra due settimane, in vista dei Giochi paralimpici. “Sono stati quindici giorni intensi, in cui abbiamo dimostrato concretamente il valore di un sistema integrato, che ha visto anche l’efficace collaborazione della Fondazione Milano-Cortina. Questa esperienza rappresenta un patrimonio organizzativo e umano che resterà anche per il futuro” sono state le parole di Fait.
Nel corso delle Olimpiadi, la Sala operativa ha garantito il monitoraggio continuo del territorio e la gestione in tempo reale delle criticità, intervenendo sia su eventi legati alla manifestazione sia sulle emergenze quotidiane della comunità locale, grazie alla presenza del distaccamento della Centrale unica di emergenza 1-1-2, per un totale di circa 350 chiamate relative alla cosiddetta “zona gialla” (Valli di Fiemme e Fassa), 170 contatti riferiti alla “zona arancione” (i territori di Cavalese, Tesero, Predazzo, Ziano e Panchià) e 6 eventi che hanno interessato la “zona rossa” con le aree di gara e il villaggio olimpico.
Tra gli episodi più significativi, la gestione dell’intensa nevicata che ha interessato le strade e i percorsi di accesso alle aree di gara, il rinvenimento di un ordigno bellico (e il suo conseguente brillamento) e le rilevazioni in ambito NBCR (nucleare, biologico, chimico e radiologico).
Service video Sala operativa provinciale > https://drive.google.com/file/d/1rkGanCmBZfCG8Ou0NJjQCIohnhZDGW6C/view?usp=share_link




