Si tratta di un tema portato avanti da molto tempo da Upipa e che, evidentemente, la Provincia ha colto. A essere attratti da questa professione sono spesso persone di età compresa tra i 35 e i 50 anni, che magari lavorano già nel mondo socio assistenziale o che vogliono rilanciare la propria carriera. Ad accomunarli c’è frequentemente l’impossibilità di rinunciare al reddito nei mesi dello studio. Tra i primi interessati ci sono dunque, certamente, i circa 400 ausiliari che, già operativi nelle Apsp, finora dovevano o rinunciare ai corsi, o licenziarsi per frequentare. Chiaramente, l’opportunità può essere altrettanto allettante per i giovani alla prima occupazione, ma anche per persone provenienti da percorsi professionali completamente diversi. L’idea di affiancare la teoria alla pratica accanto a colleghi esperti, del resto, promette di essere anche particolarmente qualificante.
Lo sforzo organizzativo è quello di rendere compatibili studio e lavoro, in modo che non si escludano a vicenda e non si debba rinunciare al reddito per studiare. Il tempo di formazione viene quindi meglio integrato con l'attività lavorativa, che in parte viene valorizzata come tirocinio.
A dicembre, Upipa aveva fatto il punto sulle difficoltà di reclutare Oss. In quella sede si era ricordato il fatto che circa 300 posti nelle Apsp vengono coperti dai circa 400 ausiliari presenti sul territorio che, di volta in volta, integrano gli organici. Si era anche evidenziato il fatto che, nel prossimo quinquennio, sono attesi 321 pensionamenti. Gli Oss al lavoro nelle Apsp trentine sono 2.250 e il 50% ha più di 50 anni. Al momento, dalle scuole di formazione non esce un numero sufficiente di Oss. Il dato medio è di 160 / 180 l’anno e, ad attingere a tale bacino, sono Apsp, Asuit, sanità privata e servizi domiciliari.
«Stiamo lavorando con determinazione su alcuni temi concreti e strategici: l’attivazione di nuovi posti a bassa intensità assistenziale, l’ampliamento dei posti privati, il rafforzamento dei centri diurni, gli investimenti per strutture più moderne ed efficienti e la definizione di nuovi modelli organizzativi per formazione degli operatori socio-sanitari. Sono interventi che rispondono a un obiettivo preciso: rafforzare la sanità territoriale e rendere la nostra rete assistenziale sempre più capace di accompagnare i cambiamenti demografici e sociali che abbiamo davanti. L’invecchiamento della popolazione ci chiede infatti modelli organizzativi nuovi, più flessibili e integrati, in cui le Apsp siano sempre più presidio di prossimità, innovazione e risposta concreta ai bisogni delle persone fragili e delle loro famiglie. Questa è una sfida che possiamo affrontare solo attraverso una programmazione condivisa e una collaborazione solida tra istituzioni e territori. Ringrazio Upipa e tutte le Apsp per il lavoro quotidiano e per il contributo fondamentale che continuano a dare alla qualità del nostro welfare territoriale», questo l'intervento dell'assessore provinciale alla salute e politiche sociali, Mario Tonina.




