Venerdì, 31 Maggio 2019 - 20:50 Comunicato 1256

Nuove tecnologie, siamo entusiasti per un verso e prudenti per un altro

L'ultimo libro di Marco Bentivogli è un manuale di resistenza alla tecnofobia, perché oggi nel mercato economico e politico la paura è la merce più scambiata, un sentimento naturale ma che paralizza le azioni razionali delle persone. In questo momento abbiamo due strade: o riusciamo ad anticipare i cambiamenti, oppure estenderemo i rischi e non coglieremo le grandi opportunità della trasformazione digitale. Il libro ha anche una funzione "didattica" di spiegare alcuni termini incomprensibili ai più e di semplificarli, dimostrando che alcuni di essi fanno già parte della nostra quotidianità. Bisogna spiegare che cosa è l’intelligenza artificiale e bisogna cancellare la banalizzazione che spopola. Le persone devono comprendere il valore delle nuove tecnologie e usarle per finalità positive. Due sono gli atteggiamenti che si possono avere davanti alle nuove tecnologie: uno entusiasta ma dall'altra parte, quando pensiamo al fenomeno dobbiamo avere prudenza, perché l’effetto sul lavoro è positivo, ma sulle libertà, sulla reputazione, non è sempre così. Davanti alle nuove tecnologie, siamo entusiasti per un verso e prudenti per un altro. In questo manuale si parla anche di rischio cibernetico. Tutto ciò che viene dalla rete può essere un rischio. Le armi sono più economiche ma hanno effetti economici e dirompenti. A questo si aggiunga lo scarto che c'è tra realtà e percezione tra la popolazione. La banalizzazione attecchisce in un paese ignorante. Serve un sistema di istruzione che va ripensato e una qualità di informazione che va rafforzato.

Coordinati da Tonia Mastrobuoni, Giorgio Barba Navaretti, Luigi Zanda di Marco Bentivogli, rispettivamente docente di Economia politica all’Università degli Studi di Milano e politico avvocato, discutono con Marco Bentivogli autore del libro "Contrordine compagni. Manuale di resistenza alla tecnofobia per la riscossa del lavoro e dell'Italia" edito da Rizzoli.

Il libro vuole essere uno spunto di riflessione, corredato dati, sulla cosiddetta rivoluzione industriale, che rispetto al passato sta incalzando il nostro vivere quotidiano ma non è ancora ascoltata da alcuni interlocutori importanti.

Il titolo del libro è una espressione di Guareschi per fare il verso alla politica quando dettava una strada e la massa la seguiva ad occhi chiusi. Anche di questi tempi, sembrano dominare delle verità assolute che poi si rivelano delle fake news. Il libro cerca di smontare queste verità. La tecnofobia, come spiega Bentivogli, è particolarmente radicata nel nostro paese. “Il mio è un manuale di resistenza alla tecnofobia perché oggi nel mercato economico e politico la paura è la merce più scambiata, un sentimento naturale ma che paralizza le azioni razionali delle persone e questo è pericoloso in questa fase di trasformazione digitale. In questo momento  - continua l’autore  - abbiamo due strade: o riusciamo ad anticipare i cambiamenti, preparare il territorio e gli ecosistemi, oppure estenderemo i rischi e non coglieremo le grandi opportunità della trasformazione digitale.”

Il libro ha anche la funzione "didattica" di spiegare alcuni termini incomprensibili ai più e di semplificarli, dimostrando che alcuni di essi fanno già parte della nostra quotidianità. “Bisogna spiegare che cosa è l’intelligenza artificiale  - spiega Bentivigli - e bisogna cancellare la banalizzazione che spopola. Le persone devono comprendere il valore delle nuove tecnologie e usarle per finalità positive.”

Marco Bentivogli rappresenta anche i due atteggiamenti che si possono avere davanti alle nuove tecnologie: uno entusiasta ma dall’altra parte, quando pensiamo al fenomeno dobbiamo avere prudenza, perché l’effetto sul lavoro è positivo, ma sulle libertà, sulla reputazione non è sempre così. Davanti alle nuove tecnologie, siamo entusiasti per un verso e prudenti per un altro.

In questo manuale si parla anche di rischio cibernetico. Tutto ciò che viene dalla rete può essere un rischio. Le armi sono più economiche ma hanno effetti economici e dirompenti. A questo si aggiunga lo scarto che c'è tra realtà e percezione tra la popolazione, e questo scarto in italia è dirompente. La banalizzazione attecchisce in un paese ignorante. "Serve un sistema di istruzione che va ripensato e una qualità di informazione che va rafforzato" - afferma l'autore. 

Una lettura del manuale dal punto di vista economico viene fornita dal professor Giorgio Barba Navaretti. “Il futuro del lavoro è un foglio bianco da scrivere. Bentivogli ci da consigli su come scriverlo. E’ difficile declinare il progresso in senso positivo. Se da un lato ha portato miglioramenti, dall’altro non si è saputo gestirlo nel modo adeguato, per dare a tutti la percezione che sia effettivamente positivo. Il libro  - continua il professore - guarda alla digitalizzazione non antagonista alla materialità. L’uomo liberato dalla macchina cosa fa della sua libertà? Da qui nasce la sua paura. L’uomo liberato non è lo stesso che può beneficiare del suo maggiore tempo libero di cui non è in grado di usufruire. Il progresso ci ha aiutato molto ma non ha risolto tutti i problemi. Il libro parla di cosa bisogna fare dal punto di vista sociale e delle istituzioni per gestire la sua libertà.

L'avvocato Luigi Zanda porta il suo contributo sul libro da un punto di vista politico. “Questo libro è molto interessante ed è molto di più di un manuale di resistenza. Dovrebbe interessare tutti perché fa nascere domande sul presente, sugli errori del passato e sulla prospettiva futura. Mi ha suscitato domande  - spiega l'avvocato Zanda - in merito al governo del paese, con l’impatto che le nuove tecnologie hanno sulle grandi questioni politiche e sociali. Trovo spunti per affermare che le condizioni della politica italiana dal punto di vista dell’organizzazione digitale sono del tutto arretrate. Anche i partiti devono necessariamente fare un salto nell’era digitale, l’unico modo per aprirsi alla società ed interagire con essa è diventare una politica 4.0. I partiti devono investire sulle nuove tecnologie e guardare agli effetti che hanno sulla vita del paese." 

Zanda parla anche del rischio imminente di una nuova guerra: “La prossima guerra sarà fatta dai dati e non dalle armi. Bentivogli affronta questo problema nel suo libro. Tutto l’Occidente ha trascurato la capacità che hanno le nuove tecnologie di influire sulle decisioni e la minaccia sulla sicurezza di ognuno e anche sulle comunità nazionali. C’è il rischio di una guerra cibernetica che può paralizzare una nazione. Anche l’uso politico delle fake news ha una delicatezza assoluta. Il libro presenta in un passaggio una situazione in cui le persone sono disarmate di fronte ad un bombardamento di notizie false che fa su di loro presa e li costringe a decisioni consequenziali.”

(ds)


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