Martedì, 10 Settembre 2019 - 17:22 Comunicato 2127

Fino al 26 settembre sarà possibile formulare osservazioni al documento sulla “prassi di riferimento”
Nuove linee guida per la gestione di malghe e pascoli d’alpeggio

C’è tempo fino al 26 settembre per formulare osservazioni al documento che illustra la cosiddetta “prassi di riferimento” per la gestione di malghe e pascoli d’alpeggio. Con il documento, elaborato dal Tavolo “Gestione malghe e pascoli” condotto da UNI (Ente nazionale italiano di unificazione) e costituito da esperti di APPAG, del Consorzio dei Comuni Trentini, dell'Associazione Provinciale A.S.U.C. del Trentino e della Federazione Provinciale Allevatori, la Provincia Autonoma di Trento intende proporre delle linee guida che assicurino la gestione sostenibile e multifunzionale dei pascoli montani quale bene della collettività, riconoscendo il ruolo delle autonomie locali nel perseguimento delle finalità e degli indirizzi definiti dalla legislazione comunitaria e nazionale, in applicazione del principio di sussidiarietà.

La superficie dei pascoli alpini trentini ammonta ad almeno 50 mila ettari, di cui oltre il 90 per cento di proprietà pubblica (comunale o frazionale); è dunque particolarmente importante che tali sistemi zootecnici - esempi di armonica integrazione tra vocazione territoriale e processi produttivi che hanno permesso per secoli di utilizzare le produzioni foraggiere locali, generando i tipici paesaggi montani che connotano il Trentino - siano non solo preservati ma anche gestiti secondo una metodologia comune che permetta il corretto utilizzo sia dei pascoli stessi che delle malghe. 

I sistemi zootecnici alpini rappresentano un esempio di integrazione armonica tra vocazione territoriale e processi produttivi in quanto hanno permesso di utilizzare le produzioni foraggiere locali, generando i tipici paesaggi montani caratterizzati dalla presenza di una estesa superficie a pascolo. Ebbene, la Provincia Autonoma di Trento ha pensato ad un modello di gestione uniforme e a regole comuni riguardo alle modalità di affitto o di concessione ai privati delle malghe e pascoli pubblici trentini, al fine di garantirne non solo la gestione sostenibile e multifunzionale, ma anche la biodiversità, nonché la salvaguardia degli ecosistemi, dell'ambiente, del paesaggio e delle tradizioni storico-culturali, per non dimenticare la funzione di regimazione delle acque e di contrasto al dissesto idrogeologico.

Già nel 2005 la Provincia, con la modifica della legge Provinciale sull’agricoltura del 2003, ha introdotto per i pascoli pubblici l’obbligo di gestione in conformità ad un disciplinare tecnico – economico. Nel 2015, alla fine del percorso tecnico – amministrativo che ha visto la partecipazione degli Enti e i soggetti portatori d’interesse coinvolti nella gestione dei pascoli, la Giunta provinciale ha poi approvato le Linee di indirizzo per l'utilizzo dei pascoli montani, l'istituzione dello Schedario provinciale dei pascoli ed il disciplinare tecnico-economico per l'affitto delle malghe di proprietà pubblica.

Nell’ottobre del 2018 è stata attivata la collaborazione operativa tra la Provincia autonoma di Trento e UNI - Ente Nazionale Italiano di Unificazione, per un progetto finalizzato alla realizzazione di una prassi di riferimento dedicata alla gestione delle malghe e dei pascoli trentini.

“L’esperienza della Provincia Autonoma di Trento nel redigere una prassi di riferimento per la gestione delle malghe e dei pascoli pubblici – spiega l’assessore all’agricoltura Giulia Zanotelli - vuole essere un esempio virtuoso che, partendo da una buona pratica locale, condivida con le altre comunità dell’arco alpino i principi generali applicabili per assicurare una gestione sostenibile e multifunzionale dei pascoli montani a garanzia della loro conservazione.”

Una prima versione della prassi di riferimento "Linee guida per la gestione delle malghe e dei pascoli d’alpeggio" è reperibile per la consultazione pubblicaaccedendo alla sezionenews del sito UNI (www.uni.com).

Il documento è liberamente scaricabile dalla sezione consultazione del sito UNI ed eventuali osservazioni possono essere formulate ad UNI, entro il 26 settembre 2019, utilizzando l’apposita modulistica scaricabile dalla stessa sezione.

(cz)


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