Al sopralluogo sul Bedolè hanno partecipato anche l’ispettore distrettuale dei Vigili del fuoco volontari Umberto Meneghini e il sindaco di Spormaggiore Alessandro Pezzi. È stato dunque possibile verificare direttamente gli interventi messi in atto dal personale impegnato nelle operazioni: Vigili del fuoco volontari, Corpo permanente dei Vigili del fuoco di Trento e Corpo forestale del Trentino.
La ricognizione è proseguita poi in val Genova dove, a seguito della colata di detriti scesa ieri dal Rio Gabbiolo, che ha ostruito la strada a circa due chilometri a valle di malga Bedole, sono riprese questa mattina le attività per il ripristino del transito. La strada rimane comunque chiusa almeno fino alla cessazione dell’allerta, prevista per la mezzanotte di oggi. Al sopralluogo hanno partecipato anche l’ispettore distrettuale Manuel Alberti, il comandante Matteo Catturani dei Vigili del fuoco volontari di Strembo e il Servizio Bacini montani. La situazione complessiva della località, particolarmente frequentata in questo periodo, è stata al centro del confronto e della valutazione degli interventi necessari a cura del Servizio Bacini montani e del Servizio Geologico. Per la gestione dell’emergenza, efficaci si sono rivelate le misure preventive, a partire dall’evacuazione dei visitatori dall’alta val Genova, disposta in via precauzionale. Ha dato prova di particolare utilità anche il ponte radio mobile Tetra, installato recentemente proprio a seguito della colata verificatasi a fine giugno, che ha consentito di garantire le comunicazioni operative tra le squadre.
Il dirigente generale Stefano Fait si è recato quindi presso la frana verificatasi ieri a circa 500 metri sotto malga Nambi, a circa 1.400 metri di quota, nel territorio di Comano Terme, all’interno del Parco naturale Adamello Brenta, lungo la strada della Val d’Algone. Si tratta di una colata detritica di circa 40 metri cubi di materiale. Sono già stati attivati personale e mezzi per la rimozione dei detriti e il ripristino della viabilità. (AB - LR)




