Venerdì, 25 Settembre 2020 - 14:11 Comunicato 2197

Le competenze del management sempre più decisive per lo sviluppo delle imprese in un contesto di economia circolare

L’importanza della formazione manageriale è stato il tema centrale del seminario organizzato questa mattina da Fondazione Fondirigenti nell’ambito del Festival dell’Economia. Una formazione che ha dei riverberi sia sulla crescita che sulla produttività delle imprese in un contesto di evoluzione tecnologica come quello di oggi, sempre più interconnesso e segnato da quella che viene definita come “economia circolare”. Gli investimenti in questa direzione sono cruciali per la crescita delle imprese che devono essere in grado di sostenere le sfide del mercato globale sempre più nel segno della sostenibilità.

Gli interventi, a partire da quello introduttivo di Carlo Poledrini, Presidente Fondazione Fondirigenti G. Taliercio, coordinati da Eugenio Occorsio giornalista de "La Repubblica", hanno messo in evidenza diversi aspetti legati alla formazione manageriale e alla sue ricadute sulle singole aziende. Roberto Gabriele, professore di Economia Applicata del Dipartimento di Economia e Management, dell’Università di Trento, ha sottolineato gli effetti positivi della spesa fatta da Fondirigenti per l'attuazione dei cosiddetti piani di formazione dei dirigenti e delle loro ricadute tangibili sulla produttività aziendale.

Gabriele ha illustrato gli esiti di una complessa ricerca sul tema evidenziando in primis come le imprese più produttive abbiano curato maggiormente la formazione dei manager. <Nel contesto di oggi di frenetici cambiamenti tecnologici e di mercato – ha spiegato Roberto Gabriele – non si arriva mai ad una saturazione della formazione e quindi investire in questa direzione da quasi sempre effetti positivi>. Giuseppe Ricci, Director Green and Traditional Refining & Marketing Eni, ha subito posto l’accento sull’importanza del manager anche nel settore energetico: <Un settore che sta vivendo un momento unico di transizione dal modello energetico ad un altro che sarà decabronizzato. Una rivoluzione epocale che richiede uno sforzo straordinario da parte di tutti gli operatori come sta facendo Eni dal 2014 con un programma incisivo di decarbonizzazione. Qui si tratta di mettere in discussione un modello economico, imprenditoriale e tecnologico> Da qui l’esigenza di cambiare completamente il modello culturale del manager che deve interpretare questo cambiamento: <Non serve più – ha sottolineato Ricci – una formazione solo tecnologica ma una in grado di indirizzare il manager a fare una valutazione in cui la sostenibilità diventa l’elemento più importante anche rispetto a quello economico. Ci vuole quindi una nuova cultura d’impresa fatta anche di maggior confronto con i territori ed il mondo esterno>.

Una spinta a questo processo, secondo il manager dell’Eni, potrà essere data anche dal Recovery Found che dovrà essere usato per progetti oltreché concreti anche in linea con il Green Deal europeo ed un contenuto di sostenibilità. Carlo Poledrini ha concluso evidenziando il forte impegno di Fondirigenti verso la sostenibilità, legata anche alle competenze di formazione manageriale, in un processo di sensibilizzazione per cambiare non solo i modelli di produzione ma anche la mentalità dei consumatori.

(fds)


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