Sabato, 01 Giugno 2019 - 15:12 Comunicato 1283

La formazione economica come elemento cruciale per superare le sfide del mondo del lavoro e le differenze di genere

Lo studio dell’economia e dei meccanismi che la regolano rappresenta una delle sfide per superare il livello medio basso della literacy economica e finanziaria degli italiani. Il punto di partenza è quello legato al rafforzamento della formazione scolastica sui problemi dell’economia globale e nello stesso tempo al superamento delle differenze di genere, ancora così marcato in Italia. Ne hanno parlato questa mattina al Festival, nell’incontro moderato da Roberto Fini presidente dell’Associazione Europea per l’Educazione Economica, Anna Maria Ajello, presidente Invalsi, Nadia Linciano, responsabile Ufficio Studi Economici, Consob e Antonio Schizzerotto della Fondazione Bruno Kessler.

Proprio Schizzerotto ha posto subito l’accento sull’importanza della formazione scolastica: “Lo studio è sempre un valido strumento per garantirsi un ritorno occupazionale, chances di mobilità sociale e il miglioramento del proprio reddito”. I dati in Italia evidenziano come il livello d’istruzione conti più del livello sociale anche se nel nostro Paese emergono differenze di genere che vedono i ragazzi avvantaggiati rispetto alle ragazze. Un dato che preoccupa è anche quello relativo al mancato coordinamento tra il mondo della scuola e quello del lavoro: dal 2019 al 2023 si prevede un aumento nella richiesta di laureati in economia e statistica, medicina ed ingegneria ma spesso la formazione scolastica va in un’altra direzione.
Per Antonio Schizzerotto ci sono rimedi possibili alle discrasie fra domanda ed offerta di laureati a partire: “Dall’introduzione di forme di istruzione terziaria non accademica e a iniziative rigorose di orientamento ad iniziare dal terzo anno delle secondarie superiori. Tutto questo accanto all’attuazioni di efficaci politiche di diritto allo studio ed in particolare politiche di risparmio incentivato”. Anna Maria Ajello ha sottolineato la necessità di sviluppare l’educazione economico - finanziaria con iniziative atte a fronteggiare lo stato delle cose ma ha anche rimarcato le disuguaglianza di genere come punto nodale per migliorare il gap sul fronte della cosiddetta financial literacy: “L’Italia è un Paese che mostra marcate differenze di genere a favore dei ragazzi anche sul fronte dello studio dell’economia e della finanza. Differenze che emergono anche a parità di rendimento in matematica, lettura e caratteristiche della famiglia di provenienza”.
Anche per Nadia Linciano è necessario innalzare il livelli di istruzione finanziaria in Italia partendo proprio dall’educazione nelle scuole per creare cittadini capaci di avere sempre più strumenti per orientarsi in questo settore. La Consob in uno dei suoi ultimi rapporti offre diversi spunti di riflessione sulle azioni necessarie per predisporre un terreno fertile all’educazione finanziaria individuando in particolare la necessità di sensibilizzare i cittadini sulla necessità di accrescere le proprie competenze: una strada obbligata per innalzare il livello di attenzione verso temi che appaiono ancora poco “salienti”,  ossia troppo lontani dalla propria quotidianità. Un processo che deve incominciare proprio dal sistema scolastico perché le persone con maggiore cultura finanziaria hanno più probabilità anche di pianificare i propri piani legati alla previdenza e di evitare di sovraindebitarsi.

(fds)


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