Il detto popolare, “En trentin el se lamenta. Do trentini i bega. Tre trentini i fa en coro”, restituisce una fotografia di questa terra che, al di là dell’ironia, coglie una realtà inoppugnabile: Trentino, una comunità che canta.
Una comunità che ha dato vita a un movimento identitario, perché la coralità alpina non è soltanto una vicenda musicale o artistica, ma il racconto condiviso di un intero territorio: è appartenenza, è memoria, è un patrimonio vivo che continua a parlare alle nuove generazioni e che rappresenta il Trentino nel mondo con autenticità e credibilità.
Quello della coralità alpina è un seme germogliato esattamente cento anni fa e che nell’arco di un secolo ha continuato a generare nuove esperienze. E proprio i due Cori che storicamente diedero vita a questa espressione musicale, il Coro della SOSAT e il Coro della SAT, portando il canto popolare alpino ben oltre i confini del nostro territorio e facendolo conoscere in Italia e nel mondo, hanno deciso di celebrare insieme questo importante traguardo nel corso del 2026. Non a caso hanno scelto il Castello del Buonconsiglio come luogo per presentare queste iniziative, dove tutto ebbe inizio in quel lontano 25 maggio del 1926.
Tra le iniziative annunciate oggi spiccano due appuntamenti particolari.
- Il 25 maggio 2026 è prevista una cerimonia commemorativa nel pomeriggio al Castello del Buonconsiglio e a seguire il concerto dei due cori SAT e SOSAT all’Auditorium del Centro S. Chiara.
- Il 6 giugno 2026 in Piazza Duomo la Festa della Federazione Cori del Trentino alla presenza dei rappresentanti di tutti i Cori trentini. Sarà aperta dal concerto dei Cori SAT e SOSAT e vedrà l’esibizione del prestigioso complesso dei King’s Singers. L’evento verrà aperto da un gruppo di bambini (voci bianche) che eseguiranno “L’Inno al Trentino”, significando la continuità di una tradizione che sarà loro compito interpretare nel futuro.
Così è nata la coralità alpina
Nel 1921 Nino Peterlongo fonda la SOSAT, Sezione Operaia della SAT, con lo scopo di avvicinare le classi operaie e meno abbienti alla montagna e alle attività alpinistiche, fino ad allora di esclusiva frequentazione da parte di una classe medio - alto borghese.
Ed è sempre Nino Peterlongo a cogliere il potenziale di un gruppo di amici con la passione per la musica e il canto. Li iscrive alla SOSAT e li invita anche a partecipare alle gite organizzate dalla Sezione, a cui i soci si iscrivono più volentieri se “gh’e anca quei che canta”.
Il gruppo di amici si allarga e rimane leggendario l’esordio in pubblico: il 25 maggio 1926 nella Sala Granda del Castello del Buonconsiglio, al termine di una conferenza su Edmondo de Amicis. All’inizio cantano nascosti da un paravento, che ben presto cade grazie all’entusiasmo del pubblico per svelare i volti di quei giovani cantori, visibilmente emozionati. Da quel momento il gruppo ha finalmente un nome, “Coro della SOSAT”.
La cifra artistica è però tanto elevata da attirare l’attenzione di personaggi importanti sulla scena musicale come Luigi Pigarelli e Antonio Pedrotti, che iniziano a donare al canto popolare di montagna un repertorio di brani e armonizzazioni che ne segneranno la storia.
Nel 1931 il regime fascista, non riuscendo a omologare la SOSAT alle sue organizzazioni di massa, ne decide il commissariamento. Il presidente Nino Peterlongo viene esautorato, gran parte dei soci si dimette, ma i coristi scelgono di continuare quel percorso da subito ricco di soddisfazioni. Nel 1929 il Coro è invitato ad una trasmissione dell’E.I.A.R. a Roma, che lo fa conoscere in tutta Italia, mentre a Trento la gente si raduna in Piazza d’Arogno dove due altoparlanti diffondono la trasmissione in diretta. Nel 1933 vengono incisi i primi tre dischi.
Nel 1938, dopo l’emanazione delle leggi speciali, la sigla SOSAT, con quell’aggettivo “operaio” che la contraddistingue, non viene più definitivamente ammessa. Il Coro prosegue dunque la sua attività con il nome “Coro della SAT”. C’è dunque una continuità tra il primo Coro della SOSAT e il Coro della SAT: una continuità che si alimenta di storie individuali di uomini per i quali la passione del canto era più forte delle difficoltà istituzionali.
La sigla SOSAT tornerà a vedere la luce subito dopo la guerra, quando, nel maggio del 1945, il primo sindaco di una Trento di nuovo libera, Gigino Battisti, chiamerà Nino Peterlongo a ricostituire nuovamente la SOSAT ed il suo Coro. Sempre in quell’anno i quattro fratelli Pedrotti (Mario, Enrico, Silvio e Aldo) decidono di riavviare l’attività corale riprendendo la denominazione “Coro della SAT”. La ricostituzione del Coro della SOSAT e la ripresa dell’attività canora da parte dei Fratelli Pedrotti con il Coro della SAT daranno un forte impulso alla coralità alpina, accompagnata da fortunate collaborazioni con importanti compositori e armonizzatori, da Franco Sartori ad Arturo Benedetti Michelangeli, da Renato Dionisi fino a Andrea Mascagni. Dopo Sosat e SAT altri cori si costituiranno in Trentino e in Italia. La Federazione Cori del Trentino, nata nel 1963, oggi conta oltre 200 Cori e più di 6000 associati in tutto il Trentino. Sono altrettanti “ambasciatori” di questa terra e delle sue anime più autentiche.
HANNO DETTO
Andrea Zanotti, Presidente del Coro Sosat: “Proprio qui, al Buonconsiglio, si tenne quel primo concerto che costituisce la radice profonda della coralità alpina: e a questa nascita si riferiscono i due cori storici del Trentino. Per questo essi condividono questo centenario che conoscerà due momenti comuni forti: la celebrazione del genetliaco in programma il 25 maggio e la festa di tutti i cori in Piazza Duomo il 6 giugno”
Claudio Pedrotti, Presidente del Coro della SAT: “I canti popolari, privi di autore e trasmessi oralmente nel mondo contadino, esprimono una profonda umanità, una spontanea semplicità ed un consapevole equilibrio di fronte all’avventura del vivere. Questo patrimonio ha garantito il successo della coralità alpina, nata quasi per caso, ma che fin dall’inizio ne ha percepito la magia”
Paolo Bergamo, Presidente della Federazione Cori del Trentino: “La matrice dalla quale derivano il Coro della SOSAT e della SAT appartiene ormai a tutti. Da essa, e grazie a loro, è nato un movimento corale contagioso, che caratterizza il Trentino e che raccoglie ora, nella Federazione dei Cori, quasi duecento complessi canori. L’evento del 6 giugno, partecipato anche da realtà tra le più significative del mondo musicale trentino, costituirà dunque un momento di festa non solo loro, ma per tutti noi”
Franco Ianeselli, Sindaco di Trento: “Questo centenario è davvero importante per la città anche perché ci dà modo di evidenziare un fatto di cui oggi in pochi sono consapevoli: che è la città ad aver dato i natali alla coralità trentina, che è Trento l’origine di un genere musicale che poi si è affermato in Italia e nel mondo. Valli e contesto urbano non sono dunque culturalmente così lontane: per quanto riguarda la coralità possiamo anzi dire che l’immaginario collettivo è lo stesso. Ed è il medesimo anche il significato del cantare, manifestazione artistica della felicità dello stare insieme, resistenza identitaria alimentata dall’impegno volontario di migliaia di trentini. Il centenario ci darà l’opportunità di celebrare dunque non solo la storia dei cori, non solo le vette artistiche raggiunte in questi anni, ma un patrimonio di valori di cui siamo davvero orgogliosi”
Maurizio Rossini, Amministratore delegato di Trentino Marketing: “I Cori SOSAT e SAT hanno contribuito in modo determinante a costruire l’immagine culturale del Trentino come terra della coralità alpina. Due realtà che, calcando palcoscenici internazionali, hanno portato nel mondo l’anima delle nostre montagne, diventando ambasciatori autentici del territorio. Attorno a loro è cresciuta una rete viva di cori, oggi riuniti nella Federazione Cori del Trentino, che rende questa tradizione un’esperienza diffusa e condivisa. La coralità alpina non è solo musica, ma un modo di vivere e raccontare il Trentino. Un patrimonio che offre ai visitatori un’esperienza vera, fatta di comunità, cultura e valori. In questo anno speciale abbiamo pensato di aprire due grandi appuntamenti quali il Festival dell’Economia di Trento ed i Suoni delle Dolomiti proprio con un omaggio alla coralità alpina.”
Immagini e video della presentazione sono disponibili a questo link:
https://tscloud.trentinosviluppo.it/index.php/s/N6B6MADKHA9CyKm




