Sabato, 12 Ottobre 2019 - 23:19 Comunicato 2541

La “Regola del 9” di Mister Secolo Lorenzo Bernardi

Se nel calcio c’è CR7, nella pallavolo c’è stato LB9, anche se a dire il vero nessuno lo ha mai chiamato così. Per il trentino Lorenzo Bernardi, decretato nel 2001 dalla Federazione internazionale del Volly il miglior giocatore del XX secolo, il numero nove ha avuto un’importanza notevole, e per questa ragione ha deciso di intitolare «LA REGOLA DEL 9» il libro autobiografico (ROI Edizioni) presentato oggi a Trento nell’ambito del Festival dello Sport. A intervistare “Mister secolo” è stato il giornalista concittadino Carlo Martinelli, che ha invitato ad intervenire nella conversazione anche Andrea “Zorro” Zorzi, che con Bernardi ha condiviso i grandi successi colti con la maglia della Nazionale azzurra.

Una delle cose che Lorenzo Bernardi dice sempre di se stesso è che è soddisfatto di avere un carattere che lo rende perennemente insoddisfatto. È questa mentalità uno degli ingredienti fondamentali che lo ha portato a vincere nel volley tutto quello che ha vinto, da giocatore e da allenatore, a far parte di quella “generazione di fenomeni” che ha portato la Nazionale a conquistare due mondiali consecutivi, a essere riconosciuto come Miglior giocatore del XX secolo e a cambiare la pallavolo italiana e mondiale. Ma perché “La regola del 9”, gli è stato chiesto. “Perché ho vinto nove scudetti portando sempre sulla schiena il numero 9, ma anche perché – ha confessato Bernardi – mia moglie è nata il giorno 9 e il giorno 9 ci siamo pure sposati”.

La sua autobiografia è il racconto di una storia iniziata a Trento alla Palestra delle Scuole medie Bresadola, dove lo ha avviato alla pallavolo Marco Angelini, ed è proseguita ai massimi livelli con la conquista dei nove scudetti e di cinque Coppe Italia, tre Supercoppe italiane, quattro Coppe dei Campioni, due Coppe delle Coppe, quattro Coppe CEV, due Supercoppe europee e inoltre un argento alle Olimpiadi, due ori mondiali, tre ori europei, cinque World League e una Coppa del Mondo.

Ma più che per snocciolare i titoli conquistati in carriera, l’incontro di oggi ha fornito occasione per far emergere dall’elenco dei successi qualche ricordo familiare e per parlare dei personaggi che lo hanno accompagnato in questa straordinaria avventura, primo fra tutti Julio Velasco che lo ha allenato alla “Panini” di Modena e in Nazionale, tenendo a battesimo quella che resterà nella storia del volley come “la generazione dei fenomeni”.

Tutto questo emerge dalla pagine del libro, che si propone di insegnare anche a chi lo vorrà leggere come impegnarsi a dare sempre il massimo per arrivare a conseguire i propri obiettivi, ma senza mai dimenticare che è il gioco di squadra quello che fa la differenza.

(fl)


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