Sabato, 01 Giugno 2019 - 20:41 Comunicato 1314

“L’umanitario è la risposta concreta ai fallimenti della politica“

Sono circa settanta milioni i profughi, gli sfollati e i rifugiati presenti in tutto il mondo. L’ 85 percento di questi è ospitata in Paesi poveri o comunque in difficoltà, si tratta della crisi umanitaria più grande dopo la fine della seconda guerra mondiale. In una Sala Depero gremita in ogni ordine di posto ne ha parlato Filippo Grandi da due anni e mezzo Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR)

“Bisogna partire dal presupposto che chi decide di fuggire compie una delle scelte più difficili che un essere umano possa prendere, provate a pensare di dover lasciare da un giorno all’altro tutto ciò che fa parte della vostra vita e della vostra quotidianità - ha esordito Grandi - . In Europa ci si è veramente resi conto di cosa significhi la questione rifugiati solo dopo il 2015 con il deflagrare della situazione siriana. Il nostro sistema di accoglienza era sì sviluppato e oliato ma destinato ad un numero di persone di gran lunga inferiore, questo non essere preparati ha reso possibile le molte manipolazioni politiche”. L’Alto Commissario ha poi spiegato come funziona concretamente l’UNHCR: “Apparteniamo agli Stati, il mandato e il finanziamento economico arriva direttamente da ogni singolo Paese però su base volontaria. Si tratta, in sostanza, di donazioni e possiamo contare su un bilancio che si aggira tra i 3 miliardi e mezzo e i 4, credetemi non si tratta di una cifra poi così elevata, soprattutto se paragonato alle spese sostenute per le armi”. Il diplomatico è poi passato a quella che è la definizione di rifugiato: “Tutti coloro che nel proprio Paese non godono più di protezione oppure vengono perseguitati. Si tratta di un concetto più ampio di quanto si possa pensare, ad esempio noi consideriamo rifugiati anche coloro che si trovano in America Centrale, in particolare in Honduras e Salvador, e scappa dalle bande criminali (pandillas). Rimettere in discussione in questo periodo storico la definizione di “rifugiato” potrebbe essere molto pericoloso”. Grandi è poi passato alla questione libica: “Quello che ho visto nei centri di detenzione in Libia non l’ho mai visto da nessuna parte del mondo. Si tratta di veri e propri campi di concentramento, noi stiamo cerchiamo di portare via il maggior numero di persone possibile ma non si tratta certo della soluzione del problema. Dovrebbe essere la politica a prendere in mano la situazione e cercare di risolverla definitivamente”. 

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(sf)


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