Il presidente ha poi accennato alla necessità di dimostrare massima attenzione ai singoli casi, perché c'è innanzitutto un tema culturale da affrontare, assieme alla valorizzazione delle scuole artigianali e professionali. Sul fronte economico e dei lavori pubblici, Fugatti ha rivendicato la crescita straordinaria della capacità di spesa del Trentino, legandola direttamente allo sforzo del tessuto produttivo. "Siamo passati da un bilancio provinciale di 4,3 miliardi di euro a 6,2 miliardi. Se c’è stata questa crescita è perché gli artigiani, le imprese e i lavoratori del turismo hanno contribuito con il loro lavoro, credendo anche nell'incentivo pubblico per i loro investimenti. Negli ultimi anni poi la Provincia ha alzato il livello degli appalti: nel 2023 le opere bandite da Apac valevano 120-150 milioni; nel 2024 siamo passati a 280 milioni e nel 2025 a 250 milioni. L’obiettivo per il 2026 è superare i 300 milioni di soli lavori pubblici, ed entro giugno usciranno già gare per 50 milioni", ha anticipato ancora il presidente. Un passaggio chiave è stato dedicato alla messa a terra del PNRR e alla tenuta dell'Autonomia. Fugatti ha poi annunciato che nelle prossime settimane sarà approvato un provvedimento da 100 milioni dedicato all'edilizia scolastica, mentre in assestamento saranno inserite norme di semplificazione per accorciare drasticamente i tempi legati alle gare di appalto. Infine, il presidente ha chiuso il suo intervento con un richiamo alla responsabilità e alla visione strategica, prendendo spunto dai pesanti disagi al traffico registrati in giornata. "Se le motivazioni della protesta al Brennero sono comprensibili, le modalità di blocco non sono accettabili per la nostra comunità. Questo ci porta al tema delle grandi opere. In Trentino c’è chi discetta ancora se fare le opere o scegliere l''opzione zero'. La realtà è che quando il corridoio del Brennero aprirà, il traffico passerà nelle gallerie e nelle circonvallazioni liberando i territori. Dove le opere non si faranno, quella zona resterà inevitabilmente indietro", ha concluso Fugatti.
A margine dell'incontro Failoni ha poi ribadito: "Gli ottant'anni dell'Associazione Artigiani del Trentino rappresentano un traguardo straordinario e un grande momento di festa. È splendido vedere una presenza così importante non solo di uomini, ma soprattutto di tantissime donne: la dimostrazione di un mondo trasversale, aperto e variegato. Spesso si associa l'artigianato solo ai settori tradizionali, come l'edilizia o l'impiantistica elettrica. In realtà, oggi questo comparto comprende oltre 40 professioni, incluse attività a cui non sempre si pensa, come l'estetista, il parrucchiere o il fotografo. Questo anniversario è un'occasione importante anche per affrontare temi cruciali, primo fra tutti il ricambio generazionale, una sfida che oggi accomuna tutti i settori. Dobbiamo ricordare che l'artigianato non è solo tradizione, ma costituisce uno dei pilastri fondamentali per l'economia e la comunità del Trentino".
In sala erano presenti numerose autorità civili, militari e religiose, l'assessore all’istruzione, cultura, per i giovani e per le pari opportunità Francesca Gerosa, il direttore generale della Provincia Raffaele De Col, il dirigente generale del Dipartimento artigianato, commercio, promozione, sport e turismo Romano Stanchina, la dirigente generale del Dipartimento sviluppo economico, ricerca e lavoro Laura Pedron, il presidente del Consiglio provinciale Claudio Soini e diversi consiglieri provinciali.
Fotoservizio a filmato a cura dell'Ufficio Stampa
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