Sabato, 05 Giugno 2021 - 22:19 Comunicato 1441

L'arcipelago pubblico

Lo Stato sta davvero riprendendo posizioni che aveva perso? Com'è cambiato il ruolo degli Stati negli ultimi due secoli? Tra Stato e regioni c'è un rapporto equilibrato o asimmetrico? Domande in pieno tema del Festival dell'Economia 2021, cui ha risposto analiticamente con una brillante "lectio" Sabino Cassese, già ministro della funzione pubblica, giurista, giudice emerito della Corte Costituzionale, tra i massimi esperti di Stato. Il professore, oggi alla Government School della Luiss, è partito dallo Stato francese di metà Ottocento per approdare allo Stato del futuro, quello confrontabile a una galassia composta da grandi aziende multinazionali come Facebook. Per scoprire che lo Stato non è mai uscito di scena ma casomai cambia spartito, suona nuovi accordi, cambia gli orchestrali.

Una lezione vivace e densa quella del professor Cassese davanti all'attento pubblico del Teatro Sociale e collegato online. Il giudice emerito della Corte Costituzionale è partito dalla storia per spiegare l'evoluzione dello Stato. Nel 1850 la Francia aveva uno Stato-piramide, legato al potere militare. Dopo la seconda guerra mondiale è nato il moderno Welfare State, uno Stato-rete che garantisce istruzione, salute, opportunità di lavoro, pensioni sociali. Che si fa carico, insomma, dalla culla alla tomba, dei suoi cittadini. Lo Stato-arcipelago è per Cassese quello che è aperto ai mercati, pluralizzato con le autonomie locali al suo interno, giunto dopo. Che ha perduto alcuni poteri a favore di enti locali subordinati e organizzazioni mondiali ad esso sovraordinate. Ma oggi è il momento dello Stato-galassia.

Quello in cui ci sono gli Stati tradizionali e le grandi multinazionali che hanno, come Facebook, due miliardi di utenti, più degli abitanti della Cina, che è il Paese più popoloso al mondo. Uno Stato, Facebook, che sta per battere moneta, lanciando una criptovaluta. "Di fronte a queste potenze private globali - ha detto Cassese - gli Stati perdono la propria capacità tributaria". Gli Stati-piramide, però resistono, con gli Stati-rete e su di essi, come in una tettonica geologica, si sedimentano lo Stato-arcipelago e lo Stato-galassia. Gli Stati, quindi, non sono usciti di scena ma si comportano in modo diverso. Durante la pandemia abbiamo assistito al ritorno di uno Stato-guardiano: "Nessuna dittatura - ha detto Cassese - avrebbe vietato di uscire di casa di oltre 200 metri". Sanità e scuola, insieme alle pensioni, sono il cardine irrinunciabile dello Stato, insieme al redistribuire ricchezza. Difficile, per Cassese, riportare allo Stato la sanità: "Rappresenta il 90% del potere politico e di spoil system delle regioni; interessa il 75% della finanza delle regioni e occupa oltre centomila addetti...". Durante la pandemia lo Stato ha "sussurrato" e le regioni hanno gridato: un'asimmetria che ha disorientato i cittadini, in un'Italia diventata Arlecchino, per i colori diversi e le decisioni diverse su salute, restrizioni, scuola, tamponi, vaccini. Per Cassese è mancato un vero forum di discussione tra Stato centrale e autonomie locali. Tema aperto per una seria riflessione istituzionale.

(db)


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