Giovedì, 23 Agosto 2018 - 17:04 Comunicato 2014

In occasione della mostra "Manu propria. Il segno calligrafico come opera d’arte"
L’archivio del Futurista Nelson Morpurgo donato al Mart

Gli eredi donano all’Archivio del ’900 del Mart il fondo appartenuto a Nelson Morpugno, intellettuale futurista, avvocato e politico, definito “parolibero originale e potente” da Filippo Tommaso Marinetti.

In occasione della mostra Manu propria. Il segno calligrafico come opera d’arte (Casa d’Arte Futurista Depero, fino al 30 settembre) è giunto a Rovereto l’Archivio del Futurista Nelson Morpugno, finora conservato dagli eredi, in particolare dalla nipote Loredana Cherini, e donato all’Archivio del ’900, centro di ricerca Mart.
Il complesso documentario, denominato Fondo Cherini - Archivio Morpurgo, comprende corrispondenza, scritti personali, stampe, fotografie, documenti vari, oltre a parte della biblioteca personale dell’artista. Si tratta di materiali di notevole interesse per lo studio del Futurismo che mettono in luce vicende poco note del movimento in Egitto, dove Morpurgo trascorse gran parte della propria vita.
Entrando a far parte del già ricco patrimonio del Mart, il Fondo riflette reciproci rapporti con l’opera di Fortunato Depero, con il quale Morpugno ha condiviso pagine di riviste ormai introvabili, e dialoga con quella di altri Futuristi, alcuni dei quali legati a Morpugno da profondi rapporti di amicizia. È il caso, per esempio, di Mario Dessy, o delle sorelle Angelini, frequentate assiduamente già dal 1915 in casa Marinetti e aiutate nel lavoro di ordinamento di carte e ritagli di giornali riguardanti il padre del Futurismo. Fu proprio quest’ultimo a definire Morpugno “parolibero originale e potente”, nella recensione del libro Il fuoco delle piramidi del 1923, scritto per le Edizioni futuriste di Poesia, caratterizzato da originali tavole parolibere calligrafiche. Il prezioso volume è esposto, fino al 30 settembre, nella mostra temporanea in corso a Casa Depero: Manu propria. Il segno calligrafico come opera d’arte.

Nelson Morpurgo (Il Cairo, 1899 – Rimini, 1978)
La vita politica e artistica comincia con la partecipazione alle manifestazioni interventiste e l’inizio della prima Guerra Mondiale, nella quale il giovane Morpugno cercherà di combattere anche prima della chiamata alle armi.  Ragazzo del ’99, verrà proclamato “il più giovane futurista al fronte” da Marinetti, conosciuto appena sedicenne a Milano, insieme a Boccioni, Russolo, Carrà, ai quali si aggiungono poco dopo Dessy, Cerati, Carli, Corra e Settimelli. Nel 1920 ritorna nella terra natia, al Cairo, dove fonda il Movimento futurista in Egitto. Negli anni venti inizia a far la spola con l’Italia, organizza serate e conferenze, collabora a numerosi giornali, sia locali che italiani, come Roma, Testa di Ferro, L’Impero e riviste futuriste come La folgore futurista, Roma futurista, Noi, e ne fonda e dirige a sua volta. Accoglie Marinetti nei suoi viaggi in Egitto nel 1928 e nel 1938. Laureato in Diritto nel 1924 Parigi, eserciterà la professione di avvocato accanto a quella di scrittore, cicostanza che contribuirà a distinguerlo all’interno del movimento Futurista e lo accompagnerà nel secondo dopoguerra, quando farà ritorno in Italia.

L’Archivio del ’900
Una delle peculiarità del Mart consiste nell’avere un ampio e vivo patrimonio archivistico e librario che rende il museo di Rovereto un’istituzione dedita, oltre che alla conservazione alla tutela e all’esposizione del proprio patrimonio, anche all’attività di ricerca e di valorizzazione.
L’avvio delle raccolte porta il segno del futurista Fortunato Depero, che per primo donò al Comune di Rovereto tutta la sua produzione artistica e le sue carte personali. Il Mart ha posto particolare cura nell’incremento del patrimonio archivistico, arricchito da nuovi fondi secondo alcuni filoni tematici che si collegano alle origini delle raccolte: il futurismo, il dibattito storico-critico della prima metà del ’900, l’architettura, la poesia visiva e le neo-avanguardie. Attualmente sono presenti al Mart circa sessanta archivi storici di artisti, architetti, critici e gallerie d’arte. I materiali custoditi - carteggi, scritti, documenti, fotografie, disegni, ritagli stampa, oggetti - sono una fonte ricchissima, e in parte ancora inesplorata, per lo studio delle vicende storico-artistiche del secolo scorso.
Insieme agli archivi storici, il Mart dispone di una Biblioteca specializzata nell’arte del XIX e XX secolo, con una particolare attenzione alle avanguardie. La Biblioteca del Mart conserva circa 1.500 periodici e 80.000 volumi, fra i quali una ricca raccolta di editoria futurista originale, di libri d’artista e circa 10.000 cataloghi di mostre. Inoltre conserva le biblioteche personali di artisti, architetti e critici come Fortunato Depero, Gino Severini, Margherita Sarfatti, Luciano Baldessari, Angiolo Mazzoni, Vittore Grubicy, Carlo Belli, Enrico Baj, Stelio Maria Martini.



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