Sabato, 26 Settembre 2020 - 22:46 Comunicato 2235

L'Europa verde

L'Europa pensa al proprio futuro economico e ambientale cercando di superare la crisi Covid. Lo fa con i programmi Next Generation e Green Deal. Unendo sviluppo economico e sostenibilità ambientale. Due osservatori attenti come l'ex premier italiano Enrico Letta e l'europarlamentare tedesca dei verdi Alexandra Geese in dialogo al Festival. Per suggerire una cooperazione rafforzata tra alcuni Stati membri dell'Ue, liste transnazionali per il prossimo parlamento europeo e una politica sulle energie rinnovabili condivisa tra i 27. Poteva essere utile, forse, una quota di programmazione comune con le risorse del Green Deal europeo.

Solo pochi mesi fa, uno sforzo europeo così netto per l'ambiente e il clima sarebbe stato impensabile. Concordano Enrico Letta, ex presidente del consiglio italiano, professore a SciencePo a Parigi, e Alexandra Geese, europarlamentare dei Verdi tedeschi. Per Letta si è corso un rischio enorme: che l'Europa, in forte crisi economica per le conseguenze della pandemia Covid-19, traumatizzata da un debito pubblico in preoccupante aumento nei singoli paesi, pensasse esclusivamente alla sua sopravvivenza economica e non prendesse provvedimenti né stanziasse risorse per il new Green Deal, la politica verde varata dall'Ue. Per Letta aver unito il programma Next Generation e il Green Deal è stata un'intuizione fondamentale e ambiziosa: ma ora servono azioni concrete. Per la Geese, per finanziare il Recovery Fund e al tempo stesso dare un futuro ambientalmente sostenibile all'Europa, sarà inevitabile prevedere carbon tax, plastic tax e digital tax. Letta è convinto che non si possa rispondere a problemi collettivi, come quelli ambientali e economici, con decisioni che non siano collettive, come quelle su scala europea che coinvolgono i 27 paesi membri. L'Europa, però, ha bisogno di ingranare una marcia più alta e paesi come Ungheria e Polonia sono un freno che non possiamo più permetterci: "Serve un'integrazione differenziata, una cooperazione rafforzata tra chi ci sta. E la guida di questo processo dovrebbe essere assunta da Germania e Italia". Letta riconosce alla Germania una ritrovata leadership nell'Ue di oggi. Anche grazie alla presidente della Commissione, Ursula Von der Leyen (tedesca) e al ministro delle finanze Olaf Scholz; ma conta anche l'uscita della Gran Bretagna, che avrebbe posto ostacoli, veti e condizionamenti psicologici anche ai programmi di rilancio europei post-Covid. Un altro tassello per una vera politica europea, per "europeizzare la politica europea": sarebbe utile ricorrere a liste, in toto o in parte, transnazionali per le elezioni europee. Così anche i candidati assumerebbero il punto di vista degli altri. Alexandra Geese apprezza il Green Deal, ma ritiene che serva un progetto energetico comune per l'Unione Europea, che punti al massimo sulle energie rinnovabili. Il rischio è che con i piani nazionali ogni Stato membro vada per conto suo, invece si potrebbero attuare politiche ambientali complementari. L'obiettivo del 55% di riduzione delle emissioni di anidride carbonica entro il 2020, per la parlamentare tedesca dei Verdi in Europa, è ambizioso sia economicamente che per il consenso politico, ma necessario. 

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(db)


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