Il rogo era partito da un fulmine il 31 luglio e nonostante il tempestivo intervento dei vigili del fuoco, inizialmente con i corpi di Spormaggiore, Cavedago, Andalo e Fai della Paganella, si è esteso sottotraccia, anche a causa dei venti.
La base operativa è stata allestita ai Priori, nel territorio comunale di Cavedago. Qui è presente una prima squadra di circa 30 vigili del fuoco impegnata lungo una fascia tagliafuoco, mentre complessivamente il personale a terra impiegato raggiunge circa 80 unità. L’elicottero dei permanenti di Trento effettua i rifornimenti d’acqua direttamente in quota, nel bacino allestito sopra malga Prà di Giovo, e opera in coordinamento con i Canadair, impegnati nei lanci sulle aree interessate dalle fiamme, situate sui rilievi del gruppo del Brenta. A supporto dell’elicottero sono disponibili anche tre vasconi per il rifornimento presso la base operativa.
Coinvolti tutti i 16 corpi dei vigili del fuoco volontari del distretto di Mezzolombardo, coordinato dall’ispettore Umberto Meneghini, a partire dal Corpo di Spormaggiore guidato dal comandante Giuseppe Malfatti, che opera in costante contatto con l’amministrazione comunale di Spormaggiore. I corpi si alternano nelle operazioni di spegnimento, affiancati dai colleghi di tre corpi del distretto di Cles (Cles, Vervò e Nanno) e da due del distretto di Fondo (Romeno e Sarnonico).
Il coordinamento delle attività di terra è affidata all’Unità di comando locale del distretto dei Vigili del fuoco Volontari delle Giudicarie. Le operazioni aeree sono coordinate dal Direttore operazioni di spegnimento della Forestale, con i propri collaboratori.
Si ricorda che nella zona interessata è in vigore un avviso di divieto di volo (Notam) e che i carabinieri operano a supporto del dispositivo predisposto per garantire il rispetto del divieto di volo dei parapendii.




